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Art. 2305 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2305 Codice Civile

Azione revocatoria: patrimonio del socio separato
La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiave in materia di azione revocatoria contro il socio di una società di persone. La vendita dell'unico bene personale del socio per estinguere un debito scaduto non è revocabile, anche se la società di cui fa parte possiede un patrimonio capiente. La valutazione del pregiudizio ai creditori (eventus damni) va condotta esclusivamente sul patrimonio del singolo socio debitore, poiché questo è nettamente separato da quello sociale.
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Autonomia patrimoniale e liquidazione societaria
La Corte di Cassazione chiarisce che lo scioglimento di una società di persone non comporta l'automatico trasferimento dei beni al socio superstite. In virtù del principio di autonomia patrimoniale, è sempre necessaria la fase di liquidazione per tutelare i creditori sociali prima di soddisfare quelli personali del socio. La sentenza cassa la decisione di merito che aveva erroneamente attribuito un immobile sociale al patrimonio del socio, consentendo l'azione dei suoi creditori personali su di esso.
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Prescrizione del credito pignorato: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla prescrizione del credito pignorato. In un caso riguardante la liquidazione della quota di un socio escluso, pignorata da suoi creditori, la Corte ha stabilito che la notifica dell'atto di pignoramento interrompe la prescrizione. Successivamente, l'avvio del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo crea un'interruzione permanente fino alla sentenza definitiva. La Corte ha quindi respinto il ricorso della società, confermando che il diritto di credito non era prescritto.
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Eventus Damni: Inammissibile il Ricorso Tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due coniugi contro la sentenza che rendeva inefficace il loro fondo patrimoniale. I ricorrenti sostenevano la mancanza di 'eventus damni', ovvero di un reale pregiudizio per i creditori, introducendo però nuovi elementi di fatto solo in fase di appello e cassazione. La Corte ha ribadito che non è possibile presentare nuove questioni di fatto in sede di legittimità, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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