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Art. 2289 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2289 Codice Civile

Liquidazione della quota sociale: soci salvi se la causa è errata
Gli eredi di un socio receduto da una società in nome collettivo hanno promosso un giudizio per ottenere la liquidazione della quota sociale. Tuttavia, l'azione è stata avviata esclusivamente nei confronti dell'altro socio in proprio, e non nei confronti della società stessa. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per difetto di legittimazione passiva, decisione confermata dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha ribadito che la domanda di liquidazione della quota sociale fa sorgere un'obbligazione in capo alla società e non ai singoli soci. Pertanto, l'azione deve essere obbligatoriamente proposta contro la società, quale unico soggetto passivamente legittimato. Il ricorso degli eredi è stato rigettato, con condanna alle spese.
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Liquidazione della quota del socio uscente: patrimonio o prestito
Una società in accomandita semplice e il suo socio accomandatario si sono opposti alla quantificazione della somma dovuta per la liquidazione della quota del socio uscente. La Corte d'Appello aveva stabilito il valore basandosi su una perizia tecnica, considerando i versamenti dei soci come patrimonio netto (e non prestiti) e calcolando l'avviamento sul fatturato quinquennale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che stabilire la natura dei versamenti e valutare le prove sono compiti esclusivi del giudice di merito, non riesaminabili in sede di legittimità. Di conseguenza, la società è stata condannata a pagare la somma stabilita oltre alle spese legali.
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Prescrizione liquidazione quota: il diritto si perde senza attesa
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione del diritto alla liquidazione della quota societaria ereditata. Un erede chiedeva il pagamento della quota del socio defunto, ma la società si opponeva sostenendo che il diritto fosse ormai prescritto. L'erede riteneva che il termine dovesse decorrere solo dalla sentenza che lo riconosceva tale. La Cassazione ha dato torto all'erede, stabilendo un principio fondamentale: il termine di prescrizione decorre da quando il diritto può essere legalmente fatto valere, non da quando esiste una 'possibilità pratica' di esercitarlo. La necessità di un accertamento giudiziale non ferma il decorso del tempo. Di conseguenza, l'erede ha perso il suo diritto per aver agito troppo tardi.
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Cessione Quota e Recesso Socio: Sentenza Contraddittoria Annullata
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un socio aveva prima stipulato un contratto per vendere la sua quota a un altro socio e, successivamente, aveva esercitato il recesso dalla società per giusta causa. I giudici di merito avevano ritenuto validi entrambi gli atti. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: la cessione di quota e recesso del socio sono atti giuridicamente incompatibili e si escludono a vicenda. Un socio non può contemporaneamente trasferire la sua partecipazione e recedere, poiché ciò genera una contraddizione insanabile. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione che risolva questa incompatibilità.
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Tassazione Quota Erede: Accordo non basta, serve l’incasso
Un erede di una quota societaria viene condannato per omessa dichiarazione fiscale, basandosi su un accordo che liquidava il valore della sua parte. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo un principio fondamentale sulla **tassazione quota erede**. La Corte chiarisce che l'erede non è un socio, ma un creditore della società. Pertanto, il suo reddito non è tassato per 'trasparenza' (al momento della maturazione), ma per 'cassa', cioè solo quando le somme vengono effettivamente incassate. Poiché mancava la prova dell'effettivo pagamento, l'obbligo di dichiarazione non era sorto e il reato non sussisteva.
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Cessazione della materia del contendere tributaria
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza relativa a presunte irregolarità fiscali su IVA e plusvalenze da cessione quote societarie. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno richiesto la cessazione della materia del contendere avendo le contribuenti aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. Verificata la regolarità dei pagamenti e della domanda, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la definizione della lite assorbe ogni altra questione di merito.
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