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Art. 2284 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2284 Codice Civile

Erede del Socio: Legittimazione Processuale Non Ostacolata dall’Ingresso Inter Vivos
Un socio di una società in nome collettivo ha impugnato la revoca dei suoi poteri di amministratore. Dopo la sua morte, il figlio, subentrato nella società tramite una clausola di continuazione, ha proseguito la causa. I giudici di merito hanno negato la sua legittimazione ad agire, ritenendo che l'ingresso in società fosse un atto tra vivi e non una successione diretta. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso. Ha stabilito che la legittimazione dell'erede del socio a proseguire il processo è automatica (iure successionis), indipendentemente dalle modalità del suo ingresso nella società. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame nel merito.
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Morte del socio e quota ereditaria: l’erede non diventa socio
Alla morte di una socia titolare del cinquanta per cento di una società di persone, un testamento falso nominava la socia superstite unica erede, estromettendo l'erede legittimo. Dopo aver scoperto la falsità del documento, l'Erede ha chiesto di subentrare nella proprietà della quota societaria. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta. Nel caso di morte del socio e quota ereditaria, gli eredi non entrano automaticamente nella compagine sociale. Senza un esplicito accordo di prosecuzione tra il socio superstite e l'erede reale, la legge riconosce unicamente il diritto di credito relativo al valore economico della partecipazione. L'appropriazione della quota da parte della socia superstite sulla base di un falso testamento dimostra l'assenza di qualsiasi intesa. Pertanto, l'Erede ottiene solo il corrispettivo pecuniario calcolato al momento del decesso.
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Scioglimento comunione ereditaria: paga la società, non il socio
Due fratelli ereditano la quota del 98% di una società di persone appartenuta al padre defunto. Uno dei fratelli, già socio al 2%, mette la società in liquidazione. Nel giudizio per lo scioglimento della comunione ereditaria, la Corte d'Appello attribuisce l'azienda al fratello socio e lo condanna a pagare un conguaglio all'altro. La Cassazione accoglie il ricorso del fratello socio: alla morte del socio di una società di persone, gli eredi non diventano soci ma acquistano solo un diritto di credito alla liquidazione della quota nei confronti della società stessa. Il giudice della divisione doveva limitarsi a dividere pariteticamente questo credito tra i coeredi, senza liquidare direttamente la quota o condannare un coerede a pagare l'altro, poiché tale debito grava sulla società e non sul singolo socio.
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