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Art. 228 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 228 Codice di Procedura Penale

Omicidio stradale: colpa del trattore e validità della perizia
Un conducente alla guida di un trattore con falciatrice invadeva la corsia opposta immettendosi sulla strada principale, causando lo scontro mortale con un motociclista. I giudici di merito condannavano l'uomo per il reato di omicidio stradale e disponevano la sospensione della patente per due anni. La difesa ricorreva in Cassazione, contestando l'acquisizione di fotografie da parte del perito del giudice e l'uso delle dichiarazioni spontanee rese alla polizia nel giudizio abbreviato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando integralmente la condanna. I giudici hanno chiarito che la perizia costituisce una prova neutrale del giudice, legittimando il recupero dei rilievi fotografici della polizia e l'utilizzo delle dichiarazioni fornite dall'indagato nell'immediatezza del sinistro.
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Perizia medico legale: ricorso assicurativo inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Azienda Assicurativa, responsabile civile in un procedimento per lesioni colpose. L'Azienda contestava la validità della perizia medico legale disposta in primo grado, sostenendo che il perito si fosse avvalso di un ausiliario non autorizzato per valutazioni cruciali. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso privo di oggetto, poiché la contestazione riguardava un passaggio motivazionale della sentenza che non aveva inciso sulle statuizioni decisive, dato che la liquidazione del danno era stata rimessa a un giudice civile. L'impugnazione deve riguardare decisioni concrete, non meri argomenti.
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Illecita influenza sull’assemblea: la falsa delega costa 275mila €
Un amministratore societario ha utilizzato una delega falsa per attestare la presenza di un socio di minoranza a una riunione decisionale. Tramite questo inganno, l'amministratore ha approvato all'unanimità la riduzione della quota del socio assente da 350.000 a 75.000 euro, trattenendo indebitamente il controvalore di 275.000 euro spettante al socio estromesso. La Corte di Cassazione ha confermato la configurabilità dei reati di appropriazione indebita e illecita influenza sull'assemblea. Sebbene le sanzioni penali siano estinte per prescrizione, la Corte ha reso definitiva la condanna dell'amministratore al pagamento di una provvisionale di 275.000 euro e al risarcimento di tutti i danni causati al socio di minoranza.
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