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Art. 2274 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2274 Codice Civile

Società di fatto tra coniugi: liquidazione e recesso
La Corte di Cassazione interviene sul caso di una società di fatto tra coniugi per la gestione di una farmacia. La sentenza chiarisce che l'allontanamento di un socio dall'attività non determina automaticamente lo scioglimento della società, ma configura un recesso. Di conseguenza, la liquidazione della sua quota deve essere calcolata al momento della manifestazione formale della volontà di recedere (come la notifica di un atto di citazione) e non al momento dell'abbandono fisico. La Corte ha cassato la decisione precedente per aver confuso lo scioglimento della società con il recesso del singolo socio, incorrendo nel vizio di extra petizione.
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Responsabilità soci: debiti fiscali dopo la cancellata
Una società in accomandita semplice veniva cancellata dal registro delle imprese. Anni dopo, l'Agenzia delle Entrate notificava ai soci avvisi di accertamento per redditi non dichiarati risalenti a prima della cancellazione. La Corte di Cassazione ha confermato il principio della responsabilità soci società cancellata, stabilendo che i soci subentrano nei debiti fiscali dell'ente estinto. La sentenza chiarisce i diversi regimi di responsabilità tra socio accomandatario e accomandante, il raddoppio dei termini di accertamento in presenza di reati tributari e le regole sulla compensazione dei crediti IVA.
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Ricorso cassazione inammissibile: i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile perché proposto congiuntamente contro la sentenza di primo grado e l'ordinanza di inammissibilità dell'appello, senza una trattazione separata delle censure. Il caso riguardava la richiesta di liquidazione di una quota societaria con valore negativo. La Corte ha ribadito la necessità di specificità dei motivi e di distinguere le critiche mosse a ciascun provvedimento, pena l'inidoneità del ricorso a raggiungere il suo scopo.
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