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Art. 2257 Codice Civile — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 2257 Codice Civile

Bancarotta fraudolenta per distrazione e recesso illecito
Un socio di una società in nome collettivo ha deciso di recedere e ha prelevato arbitrariamente dalle casse sociali 130.000 euro a titolo di liquidazione della propria quota, senza adottare criteri contabili oggettivi. Il socio superstite, pur essendo a conoscenza dell'operazione e dotato di poteri gestori, non ha opposto alcuna resistenza. A seguito del successivo fallimento della società, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di entrambi per il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione. I giudici hanno chiarito che il prelievo ingiustificato del socio uscente costituisce una condotta distrattiva illecita. Inoltre, l'amministratore che non impedisce l'atto dannoso risponde del reato a titolo di concorso, dato il suo inderogabile dovere di vigilanza sul patrimonio sociale.
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Bancarotta fraudolenta: socio responsabile anche se non gestisce
Un socio amministratore di una società in nome collettivo viene condannato per bancarotta fraudolenta, nonostante sostenga di aver delegato la gestione contabile alla moglie, anch'essa socia. La Corte di Cassazione conferma la condanna, sottolineando che il dovere di vigilanza non può essere eluso. Il disinteresse verso la contabilità, specialmente a fronte di operazioni finanziarie anomale, integra il dolo specifico del reato. Anche il prelievo di fondi a titolo di compenso personale è stato qualificato come atto di distrazione.
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Bancarotta fraudolenta: la responsabilità del socio
Un socio amministratore di una S.n.c. viene condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Nel suo ricorso in Cassazione, sostiene di essersi allontanato dalla gestione, lasciandola all'altro socio. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, affermando che la carica di amministratore comporta obblighi precisi dai quali non ci si può sottrarre con un semplice allontanamento di fatto. La responsabilità per la sparizione dei beni aziendali viene quindi attribuita a entrambi i soci.
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