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Art. 2249 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2249 Codice Civile

Società inattiva ma aperta alla liquidazione giudiziale
Una società in accomandita semplice e i suoi soci accomandatari hanno impugnato la dichiarazione di liquidazione giudiziale, sostenendo di aver cessato l'attività commerciale da anni e di aver solo concesso in locazione un immobile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che le società commerciali acquistano la qualità di imprenditore dal momento della costituzione, a prescindere dall'effettivo esercizio dell'attività. La cessazione di fatto o la scadenza del termine sociale non impediscono la liquidazione giudiziale; solo la formale cancellazione dal registro delle imprese fa decorrere il termine annuale per l'avvio della procedura. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria.
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Disciplinare notarile: sanzione per copie difformi dell’atto
La Corte di Cassazione ha confermato la rilevanza di un procedimento per disciplinare notarile a carico di un professionista che aveva depositato presso il Registro delle Imprese tre copie difformi dello stesso verbale societario. Il notaio sosteneva che le discrepanze fossero meri errori materiali, ma i giudici hanno ravvisato una grave violazione del dovere di garantire la fede pubblica. Sebbene la Corte d'Appello avesse ridotto la sanzione iniziale, la Suprema Corte ha accolto il ricorso incidentale del Consiglio Notarile. È stato infatti rilevato un difetto di motivazione nella determinazione della pena, poiché i giudici di merito non avevano adeguatamente considerato la gravità complessiva della condotta, inclusa la stipula di un atto con oggetto sociale non conforme alla legge. La causa è stata rinviata per un nuovo calcolo della sanzione.
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