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Art. 223 Codice della Strada — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 223 Codice della Strada

Revoca della patente di guida dopo il patteggiamento per lesioni
Un'automobilista anziana ha investito un pedone sulle strisce pedonali, concordando una pena di quattro mesi per lesioni personali stradali gravi. Il tribunale ha applicato contestualmente la sanzione della revoca della patente di guida. La donna ha impugnato il provvedimento, sostenendo che il giudice avrebbe dovuto disporre la meno afflittiva sospensione della patente, alla luce dell'assenza di stato di ebbrezza o uso di droghe, e lamentando una sovrapposizione con il blocco cautelare prefettizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando la ricorrente. I giudici hanno chiarito che il magistrato penale può legittimamente ordinare la revoca se motiva l'estrema pericolosità della condotta e la particolare imprudenza della guida rispetto all'età avanzata, a prescindere dai precedenti provvedimenti amministrativi della Prefettura.
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Particolare tenuità del fatto: no se la colpa è grave
Un automobilista, condannato per lesioni stradali gravi commesse sotto l'effetto di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la gravità della condotta, la colpa e le conseguenze dannose ostacolano il riconoscimento della tenuità. Ha inoltre ribadito che la revoca della patente è una sanzione amministrativa e non viene sospesa insieme alla pena detentiva.
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