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Art. 2215 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2215 Codice Civile

Bancarotta fraudolenta: la prova della distrazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore che aveva distratto fondi verso altre società a lui riconducibili. La sentenza ribadisce che spetta all'amministratore dimostrare la legittima destinazione dei beni sociali; in assenza di prove, si presume la distrazione. Viene inoltre confermata la qualifica di amministratore di fatto e la natura fraudolenta, e non semplice, della bancarotta documentale finalizzata a occultare le operazioni illecite.
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Riconoscimento di debito: fusione e prova del credito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la partecipazione e il voto favorevole di un socio all'assemblea che delibera una fusione per incorporazione, basata su una situazione patrimoniale che evidenzia un suo debito verso la società, costituisce un tacito riconoscimento di debito. Questa pronuncia chiarisce come tale comportamento possa essere utilizzato come prova per la compensazione di crediti reciproci, anche in una complessa vicenda societaria iniziata con la cessione di quote e un decreto ingiuntivo.
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Data certa: quando un credito è opponibile al fallimento
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione del proprio credito al passivo di un fallimento poiché la documentazione prodotta, incluse fatture e scritture contabili, era priva di una data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione sulla sussistenza della data certa è una questione di fatto riservata al giudice del merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. La decisione sottolinea come le semplici registrazioni contabili non siano, di per sé, opponibili al curatore fallimentare, che agisce come terzo.
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