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art. 22, comma 5, legge n. 69 del 2005

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Mandato di arresto europeo: stop se altro Stato riconosce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di un individuo ai Paesi Bassi in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La decisione si fonda sul fatto, emerso successivamente, che la Germania aveva riconosciuto la stessa sentenza di condanna, sollevando dubbi sul persistente interesse dello Stato emittente alla consegna. La Corte ha rinviato il caso per verificare la portata del riconoscimento tedesco e l'effettivo interesse olandese.
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Mandato di Arresto Europeo: la Cassazione decide
Un cittadino nigeriano, residente in Italia, ha presentato ricorso contro la sua consegna alla Slovenia in base a un Mandato di Arresto Europeo per falsificazione di passaporto. L'imputato ha lamentato la violazione dei diritti di difesa e ha invocato il suo stabile radicamento in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che i giudici italiani non possono riesaminare le decisioni cautelari straniere e che la prova del radicamento territoriale deve essere specifica e non generica per poter bloccare la consegna.
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Mandato di Arresto Europeo: quando si può rifiutare?
La Cassazione conferma la consegna di un cittadino italiano alla Francia in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo. Anche se parte del reato è stata commessa in Italia, la mancanza di procedimenti penali nazionali e di un concreto interesse dello Stato a perseguire il fatto giustifica la consegna all'autorità estera.
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Mandato d’arresto europeo: la discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una decisione della Corte d'Appello che, in un caso di mandato d'arresto europeo, ha negato il rinvio della consegna. La Suprema Corte ribadisce che la scelta di posticipare l'estradizione per consentire di scontare una pena pregressa in Italia rientra nella piena discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivata, come nel caso di specie in cui è stata data priorità all'urgenza del processo nello Stato richiedente.
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Consegna UE: la prova del rischio di trattamenti inumani
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di consegna di un cittadino verso la Romania. La Corte ha stabilito che, per opporsi alla consegna UE, la difesa deve fornire prove concrete, specifiche e aggiornate del rischio di trattamenti inumani, non essendo sufficienti generiche allegazioni sulle condizioni carcerarie.
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Mandato di arresto europeo: la doppia punibilità
Un cittadino romeno si opponeva alla consegna alle autorità del suo paese, richiesta con un mandato di arresto europeo per l'esecuzione di una pena. I motivi del ricorso erano due: la presunta mancanza del requisito della doppia punibilità per il reato di fuga dal luogo dell'incidente e il rischio di trattamenti inumani nelle carceri rumene. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per la doppia punibilità è sufficiente che il fatto concreto sia reato in entrambi gli ordinamenti, non essendo necessaria una perfetta coincidenza delle norme. Inoltre, ha ritenuto sufficienti le garanzie fornite dalle autorità rumene sulle condizioni di detenzione.
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Mandato di arresto europeo: limiti del giudice italiano
La Corte di Cassazione annulla il rifiuto di consegna basato su un mandato di arresto europeo. A seguito delle recenti riforme, il giudice italiano non può più valutare la gravità degli indizi, rafforzando così il principio di fiducia reciproca tra gli Stati membri dell'Unione Europea. La richiesta di documentazione integrativa, come l'ordinanza cautelare, non è più consentita per questo scopo.
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Mandato d’Arresto Europeo: consegna senza doppia punibilità
La Corte di Cassazione conferma la consegna di un cittadino rumeno sulla base di un Mandato d'Arresto Europeo per traffico di stupefacenti. La sentenza chiarisce che per reati gravi, come il traffico di droga, la procedura non richiede la verifica della doppia punibilità, ovvero che il fatto sia reato anche in Italia. La Corte distingue nettamente tale fattispecie dal possesso per uso personale, per il quale la consegna era stata negata.
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Mandato di arresto europeo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna all'autorità ungherese, richiesta tramite un mandato di arresto europeo per reati di traffico di esseri umani. La Corte ha stabilito che, a seguito della riforma del 2021, il giudice italiano non ha più il potere di valutare la fondatezza delle accuse o i gravi indizi di colpevolezza, dovendosi limitare a un controllo formale del mandato e delle cause ostative alla consegna.
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