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Art. 22 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 22 Codice Civile

Cessione ramo d’azienda: quando non si applica la decadenza
In un caso di cessione di ramo d'azienda nel settore bancario, la Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori non sono soggetti a termini di decadenza per richiedere l'accertamento della continuità del loro rapporto di lavoro con la società acquirente. L'ordinanza conferma che, se l'operazione costituisce un effettivo trasferimento ai sensi dell'art. 2112 c.c., la tutela legale dei dipendenti è automatica e non può essere annullata da accordi individuali basati su presupposti errati, i quali sono da considerarsi nulli.
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Progressione economica: diritto anche se in pensione
Un dipendente pubblico, andato in pensione durante una lunga procedura selettiva per la progressione economica, era stato escluso dalla graduatoria finale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la cessazione dal servizio non può invalidare il diritto acquisito. La Corte ha chiarito che la progressione economica non serve solo a incentivare il lavoro futuro, ma anche a premiare la professionalità già maturata, e che l'amministrazione non può aggiungere requisiti non previsti, come la permanenza in servizio fino alla fine della selezione.
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Progressione economica: diritto anche se in pensione
Un dipendente pubblico, escluso da una graduatoria per la progressione economica perché andato in pensione prima della sua approvazione finale, ha visto riconosciuto il suo diritto dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che il requisito fondamentale è essere in servizio all'avvio della procedura. La progressione economica, infatti, non serve solo a incentivare il lavoro futuro, ma anche a premiare le competenze e la flessibilità dimostrate in passato. Pertanto, la cessazione dal servizio dovuta a pensionamento non può annullare un diritto già maturato.
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Rifiuto lavoro straordinario: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di un lavoratore che si era opposto a una richiesta di lavoro straordinario per poi svolgere, nello stesso weekend, un'attività concorrenziale per un terzo. La sentenza chiarisce che il rifiuto lavoro straordinario è ingiustificato se la richiesta del datore è legittima e basata su reali esigenze produttive, e che la condotta assume particolare gravità se abbinata alla violazione dell'obbligo di fedeltà.
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Onere della prova somministrazione: chi deve provare?
La Cassazione conferma che nell'ambito della somministrazione di lavoro, l'onere della prova del rispetto dei limiti quantitativi grava sull'azienda utilizzatrice. È sufficiente la semplice allegazione del lavoratore per attivare tale onere. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda che non ha fornito prove sufficienti, confermando la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
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Licenziamento dirigente: la Cassazione sui motivi di ricorso
Una società contesta il licenziamento di un dirigente, giudicato illegittimo in due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando il diritto del dirigente a diverse indennità. La Corte dichiara i principali motivi di ricorso inammissibili per la scorretta mescolanza di questioni di fatto e di diritto e per l'applicazione della regola della "doppia conforme", fornendo chiarimenti sul calcolo dell'indennità nel contesto del licenziamento dirigente.
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