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Art. 22 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 22 Codice Civile

Progressione economica: diritto anche se in pensione
Un dipendente pubblico, andato in pensione durante una lunga procedura selettiva per la progressione economica, era stato escluso dalla graduatoria finale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la cessazione dal servizio non può invalidare il diritto acquisito. La Corte ha chiarito che la progressione economica non serve solo a incentivare il lavoro futuro, ma anche a premiare la professionalità già maturata, e che l'amministrazione non può aggiungere requisiti non previsti, come la permanenza in servizio fino alla fine della selezione.
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Progressione economica: diritto anche se in pensione
Un dipendente pubblico, escluso da una graduatoria per la progressione economica perché andato in pensione prima della sua approvazione finale, ha visto riconosciuto il suo diritto dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che il requisito fondamentale è essere in servizio all'avvio della procedura. La progressione economica, infatti, non serve solo a incentivare il lavoro futuro, ma anche a premiare le competenze e la flessibilità dimostrate in passato. Pertanto, la cessazione dal servizio dovuta a pensionamento non può annullare un diritto già maturato.
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Rifiuto lavoro straordinario: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di un lavoratore che si era opposto a una richiesta di lavoro straordinario per poi svolgere, nello stesso weekend, un'attività concorrenziale per un terzo. La sentenza chiarisce che il rifiuto lavoro straordinario è ingiustificato se la richiesta del datore è legittima e basata su reali esigenze produttive, e che la condotta assume particolare gravità se abbinata alla violazione dell'obbligo di fedeltà.
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Responsabilità amministratori consorzio: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta il tema della responsabilità degli amministratori di un consorzio. Il caso nasce dall'azione promossa da alcune società consorziate contro gli amministratori per mala gestio. La Corte d'Appello aveva dichiarato la domanda inammissibile, ritenendo applicabile solo la norma sul mandato (art. 2608 c.c.), che prevede una responsabilità verso i singoli consorziati e non un'azione sociale per il danno all'ente. La Cassazione, riconoscendo la complessità e le implicazioni della questione, non decide nel merito ma solleva diversi dubbi interpretativi e procedurali, rinviando la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. Il punto centrale è stabilire se la responsabilità amministratori consorzio possa essere equiparata a quella delle società di capitali.
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Onere della prova somministrazione: chi deve provare?
La Cassazione conferma che nell'ambito della somministrazione di lavoro, l'onere della prova del rispetto dei limiti quantitativi grava sull'azienda utilizzatrice. È sufficiente la semplice allegazione del lavoratore per attivare tale onere. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda che non ha fornito prove sufficienti, confermando la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
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