La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava il risarcimento per ingiusta detenzione a un uomo assolto da un'accusa di rapina. Il diniego si basava su una presunta colpa grave del ricorrente, identificata in una fuga avvenuta 44 giorni dopo il reato e nella frequentazione di soggetti armati. Gli Ermellini hanno stabilito che tali condotte, essendo successive al fatto o prive di incidenza causale sull'arresto, non possono giustificare l'esclusione dell'indennizzo, poiché non hanno indotto in errore l'autorità giudiziaria riguardo al reato specifico.
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