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Art. 213 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 213 Codice di Procedura Penale

Riconoscimento fotografico: valore nel processo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina aggravata a carico di un imputato, ribadendo che il riconoscimento fotografico effettuato nelle indagini preliminari ha pieno valore probatorio se confermato in dibattimento. La sentenza sottolinea che la valutazione dell'attendibilità spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se supportata da motivazione logica.
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Furto con mezzo fraudolento: la Cassazione chiarisce
Un uomo finge di acquistare due scooter online, utilizzando vari stratagemmi per ingannare il venditore. Con la scusa di prelevare il saldo, lo allontana e si impossessa dei veicoli. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto con mezzo fraudolento, distinguendolo dalla truffa. La Corte ha chiarito che il reato è furto quando l'impossessamento finale avviene tramite una sottrazione unilaterale e non con il consenso, seppur viziato, della vittima.
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Ricorso inammissibile per furto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due persone condannate per furto con strappo. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso non specifici e manifestamente infondati, confermando la validità dell'identificazione basata su una pluralità di indizi, inclusi riscontri tecnici come l'aggancio della cella telefonica, e la carenza di interesse a contestare una pena già ridotta al minimo.
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Furto aggravato: telecamere non escludono la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per furto aggravato in un grande magazzino. La sentenza chiarisce che l'identificazione basata su video, foto e tatuaggi è valida e che la presenza di telecamere non esclude l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede. Viene inoltre confermato che la rottura delle confezioni integra la violenza sulle cose.
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Riconoscimento fotografico: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furti aggravati in un supermercato, rigettando i ricorsi degli imputati. La Corte ha ritenuto valido il riconoscimento fotografico effettuato dalla polizia giudiziaria tramite l'analisi di video di sorveglianza e foto segnaletiche, considerandolo prova sufficiente per l'identificazione, anche a fronte di alibi inconsistenti. È stata inoltre negata l'attenuante del danno di lieve entità.
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