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Art. 213 Codice della Crisi d'Impresa — Anno 2026

Altri anni per Art. 213 Codice della Crisi d'Impresa

Derelizione beni del fallito: Rifiuti vs Creditori, chi vince?
Un curatore decide di non includere nella procedura di liquidazione dei materiali di scarto, qualificati come rifiuti, presenti in un immobile di proprietà di terzi. La ragione è puramente economica: i costi di smaltimento superano enormemente il valore di realizzo. Il proprietario dell'immobile si oppone, invocando le norme ambientali. La Cassazione ha chiarito il principio sulla **derelizione beni del fallito**: il curatore può legittimamente abbandonare beni, inclusi i rifiuti, se la loro gestione è antieconomica. Questa scelta, basata sulla 'manifesta non convenienza' per i creditori, prevale e opera su un piano diverso rispetto agli obblighi di bonifica ambientale, che andranno accertati in altre sedi. L'interesse dei creditori a non subire costi inutili viene prima. Il ricorso del proprietario è stato respinto.
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Liquidazione del patrimonio: i termini non sono perentori
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella procedura di liquidazione del patrimonio, il termine di 30 giorni per il deposito del programma non è perentorio e la sua violazione non causa nullità. Inoltre, ha ribadito che il debitore non ha la legittimazione per impugnare lo stato passivo, competenza che spetta al liquidatore in rappresentanza dei creditori. La Corte ha rigettato anche la richiesta di compenso del debitore per la custodia dei beni e di prededuzione per le spese legali iniziali.
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