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Art. 2125 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 2125 Codice Civile

Indennità Suppletiva di Clientela: la Cassazione corregge i Giudici
Un'azienda mandante interrompeva il rapporto con il suo agente, il quale chiedeva il pagamento di diverse indennità, tra cui l'indennità suppletiva di clientela. I giudici di merito gliela negavano, ritenendo erroneamente che fosse un unico emolumento legato solo all'aumento di fatturato. L'agente si è rivolto alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che, secondo l'Accordo Economico Collettivo del 2002, l'indennità suppletiva di clientela si compone di due parti distinte: una calcolata sulle provvigioni globali e una, aggiuntiva, legata all'incremento degli affari. Confonderle è un errore. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo.
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Patto di non concorrenza: quando non vincola la società
La Corte di Cassazione conferma la decisione d'appello, stabilendo che un patto di non concorrenza stipulato da ex dipendenti non si estende automaticamente alla nuova società da loro costituita, in assenza di una clausola esplicita. La Corte ha ritenuto infondate le accuse di concorrenza sleale, giudicando legittima la sospensione dei servizi da parte della nuova società a fronte del mancato pagamento delle fatture da parte della società committente. La sentenza chiarisce la distinzione tra obbligazioni personali e societarie e i limiti della responsabilità per concorrenza sleale.
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