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Art. 2120 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 2120 Codice Civile

Doppia trattenuta fiscale TFR: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità della prassi di un ente previdenziale di applicare una seconda trattenuta fiscale sul TFR e sulle ultime mensilità erogate dal Fondo di Garanzia, quando i lavoratori avevano già ottenuto un titolo esecutivo per le somme nette. Secondo la Corte, l'ente, pur essendo sostituto d'imposta, deve calcolare le imposte sul valore lordo della prestazione, evitando una illegittima doppia imposizione a danno del lavoratore.
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Rinuncia TFR: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che una rinuncia onnicomprensiva, firmata da un lavoratore in un accordo transattivo dopo la cessazione del rapporto, preclude qualsiasi pretesa futura, inclusa quella relativa a presunti omessi versamenti al fondo pensione. L'ampiezza della rinuncia TFR e ad ogni altra azione risarcitoria è stata ritenuta decisiva, rendendo irrilevante che l'accordo non menzionasse specificamente tali versamenti. La Corte ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando la validità della transazione che chiudeva ogni pendenza con il datore di lavoro.
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Indennità di trasferta TFR: quando va calcolata?
Una società ha contestato l'inclusione di un'indennità di trasferta, corrisposta con regolarità a un dipendente, nella base di calcolo del suo TFR. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'elemento chiave è la natura non occasionale ma strutturale dell'emolumento, che lo rende parte integrante della retribuzione utile al calcolo dell'indennità di trasferta TFR. Sono state respinte anche le eccezioni procedurali sulla validità dell'atto di precetto.
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Promessa di riassunzione: come si calcola il danno?
Un giornalista, licenziato dalla società cessionaria di un ramo d'azienda, si è visto negare il rientro nell'azienda cedente, nonostante una specifica clausola contrattuale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24016/2025, ha chiarito i criteri per il calcolo del risarcimento del danno derivante dalla violazione di una promessa di riassunzione. Pur respingendo la richiesta di costituzione coattiva del rapporto di lavoro, ha accolto il ricorso del lavoratore sul punto del 'dies ad quem' (termine finale) per il risarcimento, stabilendo che la data di conferimento dell'incarico al CTU, scelta dalla Corte d'Appello, era un limite temporale immotivato. La Corte ha rinviato il caso per una nuova determinazione del periodo risarcibile, confermando che il danno deve coprire l'intero pregiudizio patrimoniale subito dal lavoratore a causa dell'inadempimento.
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Notifica visura camerale: è valida? La Cassazione
Una società di costruzioni ha contestato una condanna al pagamento, sostenendo l'invalidità della notifica iniziale basata sull'indirizzo del legale rappresentante risultante dalla visura camerale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica visura camerale è valida quando supportata da elementi di fatto, come la presenza di una cassetta postale intestata. La Corte ha inoltre ribadito l'inammissibilità dei ricorsi che mescolano indistintamente più vizi processuali.
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TFR dipendenti pubblici: spetta alla fine del contratto
La Corte di Cassazione conferma che il TFR dei dipendenti pubblici matura alla cessazione di ogni singolo rapporto di lavoro. Pertanto, un lavoratore con un contratto a termine ha diritto alla liquidazione immediata del suo TFR, anche se viene subito dopo assunto a tempo indeterminato dalla stessa amministrazione. La continuità del servizio non sposta il momento in cui il diritto sorge, equiparando la disciplina a quella del settore privato.
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Uso aziendale: quando impedisce l’assorbimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che un "uso aziendale", consolidatosi nel tempo, che esclude l'assorbimento del superminimo individuale negli aumenti contrattuali, acquista forza di legge tra le parti. Una nota società di telecomunicazioni aveva illegittimamente ridotto le retribuzioni dei dipendenti assorbendo i loro superminimi, violando tale prassi. La Corte ha confermato che l'uso aziendale, una volta formatosi, non può essere interrotto unilateralmente e implicitamente, ma richiede una "disdetta" formale, chiara e giustificata, comunicata a tutti i lavoratori, cosa che nel caso di specie non era avvenuta.
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Calcolo TFS avvocati pubblici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza la decisione su un caso cruciale per il calcolo TFS avvocati pubblici. La controversia riguarda l'inclusione degli onorari professionali nella base di calcolo dell'indennità di buonuscita di un legale di un ente pubblico. I giudici di merito avevano escluso tale possibilità, ma la Cassazione ha ritenuto la questione di tale rilevanza, anche alla luce di recenti sentenze della Corte Costituzionale, da meritare una trattazione più approfondita.
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Calcolo buonuscita avvocati pubblici: onorari inclusi?
Un ente pubblico previdenziale ha richiesto a un suo ex avvocato dipendente la restituzione di una parte della buonuscita, sostenendo che gli onorari professionali non dovessero essere inclusi nel calcolo. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'elevata importanza della questione e la necessità di valutare recenti sentenze della Corte Costituzionale, ha rinviato il caso a una pubblica udienza. La decisione finale stabilirà un principio fondamentale per il calcolo buonuscita avvocati pubblici.
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Trattamento economico personale trasferito: la guida
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul trattamento economico del personale trasferito da una società a partecipazione statale a un Ministero. Con la sua ordinanza, ha stabilito che i trattamenti previdenziali e sanitari integrativi, legati a specifiche polizze del precedente datore, non vanno conservati se il nuovo datore offre una copertura analoga. L'assegno 'ad personam' serve a garantire la retribuzione, non a duplicare i benefit. I ricorsi dei lavoratori sono stati respinti.
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Lavoro dominicale: incidenza sulla retribuzione
Una società di media ha impugnato la decisione che riconosceva a un dipendente il diritto di includere la maggiorazione per il lavoro dominicale continuativo nel calcolo degli emolumenti indiretti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la natura continuativa della prestazione era stata adeguatamente dimostrata e che l'interpretazione del contratto collettivo da parte dei giudici di merito era corretta. Di conseguenza, la maggiorazione per il lavoro domenicale deve essere considerata parte della retribuzione utile.
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Incentivo all’esodo: calcolo e regole contrattuali
Un Fondo Edile ha citato in giudizio i suoi ex amministratori per la restituzione di un incentivo all'esodo e di altre somme indebitamente percepite. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo che il calcolo dell'incentivo all'esodo deve basarsi esclusivamente sulle specifiche previsioni del regolamento aziendale, che ha natura di contratto, e non sulle norme generali del Trattamento di Fine Rapporto (TFR). La sentenza sottolinea anche l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso, dichiarando inammissibili i motivi non supportati dalla documentazione necessaria.
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Demansionamento: quando la prova spetta al lavoratore
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un lavoratore che chiedeva un risarcimento per demansionamento, straining e perdita di chance. La Corte ha ribadito che l'onere di provare concretamente il demansionamento spetta al dipendente, non essendo sufficienti affermazioni generiche. Anche la contestazione sul calcolo del TFR per il periodo estero è stata respinta, in quanto basata su una specifica e accettata previsione contrattuale.
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Ricostruzione carriera lettori: la Cassazione decide
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta la pluriennale controversia sulla ricostruzione carriera lettori di madrelingua straniera presso un'università statale. I docenti rivendicano il diritto al trattamento economico e previdenziale parificato a quello dei ricercatori confermati, basandosi su precedenti sentenze e sul diritto dell'Unione Europea. Data la complessità delle questioni, in particolare sulla natura del rapporto di lavoro e sul corretto regime previdenziale, la Corte ha ritenuto necessario rinviare la causa a una pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico, senza ancora definire il merito della vicenda.
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TFR dipendenti pubblici: spetta alla fine del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18969/2025, ha stabilito che il TFR dei dipendenti pubblici deve essere liquidato alla cessazione di ogni singolo rapporto di lavoro. La Corte ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, il quale sosteneva che il pagamento non fosse dovuto in caso di immediata riassunzione presso un'altra amministrazione pubblica. È stato confermato che al TFR pubblico si applica la disciplina privatistica (art. 2120 c.c.), che lo qualifica come retribuzione differita esigibile al termine del contratto, indipendentemente dalla continuità del servizio presso il settore pubblico.
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