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Art. 2116 Codice Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 2116 Codice Civile

Fondo di tesoreria TFR: il datore resta debitore se non versa
Un lavoratore dipendente non riceve il saldo del proprio trattamento di fine rapporto a causa dell'insolvenza societaria. Il lavoratore chiede l'intervento dell'ente previdenziale per ottenere le quote residue tramite la garanzia pubblica. L'ente rifiuta il pagamento e sostiene che le somme destinate al Fondo di tesoreria TFR abbiano natura previdenziale pura, gravando in via esclusiva sul fondo stesso e non sul datore. Le Sezioni Unite della Cassazione respingono la tesi dell'ente. La Suprema Corte stabilisce che le quote non versate al Fondo di tesoreria TFR mantengono natura di retribuzione differita. Il datore di lavoro resta il debitore principale obbligato. Di conseguenza, il lavoratore conserva il pieno diritto di insinuarsi al passivo e di accedere alle tutele previdenziali di garanzia contro l'insolvenza.
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Ripristino della pensione e revoca: decide il giudice contabile
Un ex dipendente pubblico ha chiesto alla Corte dei Conti il ripristino della pensione revocata dall'Istituto Previdenziale. L'ente previdenziale aveva annullato in autotutela il riscatto dei contributi per una rendita vitalizia relativa a un precedente lavoro svolto come coadiuvante familiare. L'Istituto Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la mancanza di giurisdizione del giudice contabile a favore del giudice ordinario del lavoro. Le Sezioni Unite hanno respinto il ricorso e hanno confermato che la Corte dei Conti possiede giurisdizione esclusiva su tutte le controversie riguardanti il trattamento di quiescenza dei dipendenti pubblici. Poiché il lavoratore è ormai in pensione e l'accertamento sulla rendita è solo un passaggio intermedio, l'oggetto principale della causa è il ripristino della pensione.
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Giurisdizione Corte dei Conti: pensione e lavoro nullo
Un lavoratore, il cui rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione è stato dichiarato nullo dopo vent'anni, si è visto sospendere la pensione dall'Ente Previdenziale. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha confermato la giurisdizione della Corte dei Conti per decidere sul suo diritto alla pensione. La decisione si fonda sul principio del 'petitum sostanziale': la controversia riguarda il diritto a una pensione pubblica, basata sui contributi effettivamente versati, e non la validità del rapporto di lavoro originario.
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Rendita vitalizia: quando si prescrive il diritto?
Un lavoratore si è visto negare la pensione per contributi omessi dal datore di lavoro. Con la sentenza n. 22802/2025, le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono nuove regole per la prescrizione del diritto a costituire una rendita vitalizia. Viene introdotta una fondamentale distinzione: per il datore di lavoro, il termine decorre dalla prescrizione dei contributi; per il lavoratore, invece, decorre da quando si è prescritto il diritto del datore, garantendo così una tutela più estesa.
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