Un addetto alla manutenzione autostradale viene licenziato per essere rimasto a dormire nel veicolo di servizio per quasi quattro ore, omettendo il pattugliamento. Il lavoratore si difende sostenendo che il semplice 'addormentamento' è punito dal contratto collettivo con una sanzione più lieve. La Corte di Cassazione, però, conferma il licenziamento per giusta causa. I giudici stabiliscono che la condotta non è un semplice colpo di sonno, ma un comportamento complesso e volontario che include l'abbandono del servizio, l'omessa comunicazione e la mancata compilazione dei report. Questo insieme di violazioni ha irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia, giustificando la massima sanzione.
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