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Art. 2105 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 2105 Codice Civile

Concorrenza sleale: accusa i rivali ma perde per prove deboli
Un consorzio ha accusato un'azienda concorrente e alcuni suoi ex manager di aver attuato un piano di **concorrenza sleale** per danneggiarlo. Le accuse includevano storno di dipendenti, sviamento di clientela e diffusione di notizie false. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il consorzio si è rivolto alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le sentenze precedenti. La decisione si basa su un principio fondamentale: le accuse di **concorrenza sleale** devono essere supportate da prove concrete e specifiche. La valutazione di tali prove spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione, se non per gravi vizi logici, che in questo caso non sono stati riscontrati. Il consorzio ha quindi perso la causa.
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Invenzioni dei dipendenti: a chi spetta il brevetto?
La Corte di Cassazione ha confermato la titolarità aziendale sulle invenzioni dei dipendenti realizzate sfruttando risorse e strutture del datore di lavoro. Il caso riguardava un sistema di innesto rapido per macchinari industriali, brevettato da una società terza ma frutto dell'attività di un tecnico dipendente di un'altra impresa. La Suprema Corte ha stabilito che tali creazioni configurano l'invenzione di azienda, dove i diritti patrimoniali spettano automaticamente al datore. È stato inoltre chiarito che l'obbligo di fedeltà impedisce al dipendente, anche se part-time, di collaborare a progetti concorrenti e che il mancato versamento dell'equo premio non impedisce l'acquisto dei diritti brevettuali da parte dell'azienda.
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Storno di dipendenti: quando è concorrenza sleale?
Un istituto di credito accusa un concorrente di concorrenza sleale per storno di dipendenti. La Cassazione chiarisce che l'assunzione di personale non è illecita se manca l'intento di disintegrare l'azienda altrui, anche se il nuovo datore di lavoro si fa carico delle penali per la violazione del patto di non concorrenza.
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Responsabilità della banca: l’invito a disinvestire
La Corte di Cassazione analizza un caso di investimenti non autorizzati e con firme false effettuati da un direttore di filiale. La Corte ha stabilito che la responsabilità della banca per i danni non può essere ridotta attribuendo un concorso di colpa ai clienti solo perché non hanno seguito un generico invito a disinvestire, soprattutto se tale invito è pervenuto durante la causa. Il provvedimento chiarisce i limiti del dovere del danneggiato di mitigare il danno.
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Concorrenza sleale: storno dipendenti non è illecito
Una società ha citato in giudizio una concorrente, fondata da suoi ex dipendenti, per concorrenza sleale, lamentando storno di personale e sviamento di clientela. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La motivazione principale è che il semplice passaggio di dipendenti e clienti a una nuova azienda non costituisce di per sé un illecito. Per configurare la concorrenza sleale, l'attore deve provare l'uso di mezzi specifici non conformi alla correttezza professionale, prova che in questo caso è mancata.
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Concorrenza sleale: quando il ricorso è inammissibile
Una lunga disputa legale su presunta concorrenza sleale, imitazione di marchio e appropriazione di know-how si conclude in Cassazione. La Corte dichiara inammissibile il ricorso di una società belga contro un'azienda italiana, confermando la decisione d'appello. La sentenza sottolinea che la Cassazione non può riesaminare i fatti e che le nuove prove in appello sono ammesse solo se indispensabili, ribadendo i limiti della valutazione probatoria nel giudizio di legittimità.
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