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Art. 2105 Codice Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 2105 Codice Civile

Licenziamento per giusta causa: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un responsabile commerciale, confermando il suo licenziamento per giusta causa. Il lavoratore era stato licenziato per aver sistematicamente e senza autorizzazione ridotto i prezzi di vendita a favore di un unico cliente, causando un ingente danno economico all'azienda. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso mirassero a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità, e ha confermato la validità della procedura disciplinare e la sussistenza della condotta infedele.
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Licenziamento dirigente: obbligo di fedeltà e giusta causa
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del licenziamento di un dirigente che aveva mantenuto cariche in consorzi partecipati da società concorrenti. La Corte ha stabilito che tale condotta viola il rafforzato obbligo di fedeltà che grava sul dirigente, integrando una giusta causa di recesso. Anche la sola potenzialità del danno e la lesione del vincolo fiduciario sono sufficienti a giustificare il licenziamento, data la particolare posizione di 'alter ego' del datore di lavoro ricoperta dal dirigente.
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Licenziamento per concorrenza: quando è legittimo?
Un dipendente è stato licenziato per aver svolto attività in concorrenza con l'azienda tramite l'impresa della moglie. La Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per concorrenza, ritenendo inammissibile il ricorso del lavoratore che cercava una rivalutazione dei fatti e non contestava tutte le motivazioni della Corte d'Appello, come l'irrilevanza della pubblicità del codice disciplinare per condotte palesemente illecite.
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Licenziamento giusta causa per reati extralavorativi
Un dipendente di un'azienda di servizi pubblici è stato licenziato per giusta causa a seguito di una condanna penale definitiva per reati di truffa e falso. Tali reati erano stati commessi prima della sua assunzione a tempo indeterminato, ma la condanna è divenuta irrevocabile durante il rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, stabilendo che anche una condotta extralavorativa pregressa può irrimediabilmente compromettere il vincolo fiduciario, specialmente quando il lavoratore svolge mansioni che richiedono un elevato grado di affidabilità, come quelle di un portalettere.
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Licenziamento giusta causa: i limiti della contestazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'azienda, confermando l'illegittimità di un licenziamento per giusta causa. La decisione ribadisce un principio fondamentale: il licenziamento può basarsi solo sui fatti specificamente elencati nella lettera di contestazione disciplinare, senza possibilità per il datore di lavoro di estendere successivamente le accuse a comportamenti più gravi come l'insubordinazione o la lesione del vincolo fiduciario se non originariamente contestati.
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