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Art. 2104 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 2104 Codice Civile

Rifiuto Ordine e Sanzione Disciplinare: Cassazione Rimette la Causa
Un Lavoratore, autista di autobus, ha ricevuto una sanzione disciplinare conservativa (sospensione dal lavoro e dalla retribuzione) per essersi rifiutato di eseguire ordini dei superiori gerarchici. Questi ordini riguardavano il far risalire i passeggeri e proseguire la corsa, e successivamente lasciare il mezzo per un sostituto. La Corte d'Appello ha ritenuto legittima la sanzione, escludendo che l'ordine fosse 'manifestamente contra legem'. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito, ma ha rimesso la causa a un'altra sezione per una valutazione più approfondita della legittimità della sanzione disciplinare.
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Allontanamento dal posto di lavoro autorizzato: niente sanzione
Un'azienda di servizi ambientali ha inflitto dieci giorni di sospensione a un dipendente per un presunto allontanamento dal posto di lavoro privo di permessi. Il lavoratore ha impugnato la sanzione dimostrando che l'assenza, durata circa trenta minuti, era stata autorizzata dal caposquadra e motivata da improrogabili esigenze fisiologiche. La Corte d'Appello ha annullato la punizione, confermando la piena legittimità della condotta del lavoratore. L'azienda ha promosso ricorso in Cassazione per contestare la ricostruzione dei fatti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i giudici di legittimità non possono riesaminare le prove quando i primi due gradi di giudizio coincidono. L'azienda è stata condannata al pagamento delle spese legali e al versamento di un ulteriore contributo unificato.
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Responsabilità del lavoratore e presunti ammanchi senza prova
Un'azienda di trasporti ha chiesto oltre trentamila euro di risarcimento a una propria ex dipendente addetta alla contabilità, contestandole il mancato controllo degli scontrini del carburante e asseriti ammanchi di gasolio causati dagli autisti. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le pretese della società. L'azienda non ha fornito prove concrete sui consumi ordinari, sui viaggi svolti o sulla reale esistenza di perdite economiche, mentre le fatture riportavano regolarmente le targhe dei mezzi aziendali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del datore di lavoro, confermando l'assenza di qualsiasi responsabilità del lavoratore e condannando la società al pagamento del doppio contributo unificato.
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Sanzione disciplinare legittima per chi rifiuta un ordine urgente
Un operatore sanitario ha ricevuto una sanzione disciplinare consistente nella censura per aver rifiutato l'ordine urgente, impartito da un superiore, di trasportare un reperto anatomico. Il dipendente ha giustificato il diniego asserendo di essere occupato nell'allestimento di una sala operatoria e invocando una presunta prassi interna che avrebbe consentito di delegare l'incombenza a colleghi liberi. I giudici di merito hanno respinto il ricorso, evidenziando che il dipendente ha opposto un rifiuto secco senza attivare alcuna delega verso altri colleghi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, confermando la piena validità della misura disciplinare.
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Omessa pronuncia: sì al rimborso delle multe ma no al risarcimento
Un'azienda bancaria ha fatto causa a un proprio ex dirigente, accusandolo di aver violato i doveri di diligenza e fedeltà nella gestione di alcuni clienti e chiedendo il risarcimento dei danni, oltre al rimborso delle multe stradali prese con l'auto aziendale. La Corte d'Appello ha respinto tutte le domande dell'azienda per mancanza di prove sulle irregolarità del dipendente, ma ha dimenticato di decidere sulla richiesta di rimborso delle multe. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento per i clienti, ma ha accolto il ricorso dell'azienda per il vizio di omessa pronuncia riguardo alle sanzioni stradali. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello per decidere su questo specifico punto.
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