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Art. 2104 Codice Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 2104 Codice Civile

Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Un lavoratore si è visto dichiarare inammissibile il ricorso in Cassazione volto a far riconoscere un rapporto di lavoro subordinato. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", secondo cui se Tribunale e Corte d'Appello giungono alla stessa conclusione sui fatti, non è possibile contestare la motivazione in Cassazione. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Obbligo di fedeltà del lavoratore: i limiti del divieto
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa per aver svolto attività per altre società. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, ritenendo la sanzione sproporzionata. La Corte ha chiarito i confini dell'obbligo di fedeltà del lavoratore, affermando che la condotta, sebbene disciplinarmente rilevante, non era così grave da giustificare la risoluzione del rapporto, soprattutto in assenza di un danno effettivo per il datore di lavoro e considerato il tempo trascorso dai fatti.
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Rifiuto del lavoratore: quando è legittimo?
Una società ha licenziato una dipendente per giusta causa dopo il suo rifiuto di prendere servizio in una nuova sede con mansioni inferiori. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, ritenendo il rifiuto del lavoratore una reazione proporzionata e legittima (ai sensi dell'art. 1460 c.c.) a fronte di una serie di gravi e continui inadempimenti da parte del datore di lavoro, tra cui il demansionamento, un precedente trasferimento illegittimo e il mancato pagamento di retribuzioni. La Corte ha chiarito che per valutare la proporzionalità della reazione, il giudice deve considerare la condotta datoriale nel suo complesso.
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Lavaggio DPI: l’obbligo è sempre del datore di lavoro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22540/2025, ha stabilito che l'obbligo di provvedere al lavaggio dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) spetta interamente al datore di lavoro. Il caso riguardava un tecnico specialista che operava su impianti elettrici, il quale lamentava il mancato lavaggio da parte dell'azienda dei suoi indumenti protettivi. La Corte ha chiarito che il mantenimento dell'efficienza e delle condizioni igieniche dei DPI, come previsto dalla normativa sulla sicurezza, include necessariamente la loro pulizia, che non può essere delegata al lavoratore.
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