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Art. 2104 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 2104 Codice Civile

Licenziamento per giusta causa e prassi aziendali
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento per giusta causa intimato a una dipendente di una catena di profumerie. La lavoratrice era stata accusata di aver creato una carta fedeltà fittizia per ottenere vantaggi personali. Tuttavia, i giudici hanno accertato che tale condotta rientrava in una prassi aziendale diffusa, nota ai responsabili di negozio, finalizzata ad agevolare gli acquisti dei clienti occasionali. Poiché il fatto contestato mancava dell'elemento del vantaggio personale esclusivo e del danno aziendale descritti nell'addebito, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando il diritto della lavoratrice alla tutela reintegratoria.
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Tempo di vestizione: la guida alla retribuzione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una dipendente sanitaria a percepire la retribuzione per il tempo di vestizione e per lo scambio di consegne. Tali attività, se svolte secondo tempi e luoghi imposti dal datore di lavoro, non sono atti di mera diligenza preparatoria ma costituiscono lavoro effettivo. La decisione ribadisce che l'eterodirezione trasforma le operazioni di vestizione in orario di lavoro a tutti gli effetti, rigettando il ricorso dell'azienda sanitaria che contestava l'assolvimento dell'onere probatorio da parte della lavoratrice.
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Tempo tuta: quando spetta il compenso al lavoratore
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di numerosi dipendenti a ricevere il pagamento per il cosiddetto tempo tuta, ovvero il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa aziendale. La sentenza stabilisce che tale attività rientra nell'orario di lavoro se è soggetta al potere di controllo del datore di lavoro. Inoltre, è stato chiarito che il termine di prescrizione per tali crediti decorre solo dalla cessazione del rapporto lavorativo.
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Tempo tuta: la guida al pagamento dei minuti
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per il pagamento del tempo tuta, confermando che i minuti impiegati per la vestizione sono orario di lavoro se soggetti al potere direttivo. La sentenza affronta anche il tema della prescrizione dei crediti retributivi nei rapporti di lavoro moderni.
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Tempo di vestizione: quando spetta la retribuzione
La Corte di Cassazione chiarisce che il tempo di vestizione deve essere considerato orario di lavoro effettivo quando il dipendente è obbligato a indossare la divisa sul luogo di lavoro per ragioni di igiene o ordini aziendali. La decisione conferma il diritto dei lavoratori a un indennizzo economico, stabilendo inoltre che la prescrizione dei crediti decorre solo dalla fine del rapporto lavorativo.
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Contestazione disciplinare: la specificità e la difesa
Un lavoratore ha ricevuto una sanzione da una società di telecomunicazioni. La contestazione disciplinare riguardava la modifica dell'orario di lavoro e un'assenza ingiustificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, confermando la decisione di merito. Secondo la Corte, la contestazione disciplinare era sufficientemente specifica, poiché l'ampia difesa del dipendente dimostrava la piena comprensione degli addebiti. Altri motivi di ricorso sono stati respinti perché basati su argomenti nuovi o non sufficientemente provati.
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Licenziamento disciplinare: condotta extra-lavorativa
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del licenziamento disciplinare di un funzionario pubblico che, al di fuori del servizio, si era falsamente qualificato come ufficiale di un corpo di polizia per ottenere un vantaggio nella vendita della propria auto. La sentenza stabilisce che la condotta extra-lavorativa è rilevante quando lede irrimediabilmente il vincolo fiduciario e l'immagine della Pubblica Amministrazione. Il licenziamento è stato ritenuto proporzionato alla gravità dei fatti, a prescindere dall'esito del parallelo procedimento penale.
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