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Art. 21 Codice Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 21 Codice Penale

Marchio e Qualità: La Decadenza per Decettività non Scatta col Solo Distacco
Lo Stilista ha contestato la mancata comunicazione del suo distacco da L'Azienda e un presunto calo qualitativo dei prodotti, chiedendo la decadenza marchio per decettività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la comunicazione del distacco era avvenuta in modo idoneo e che l'accordo transattivo non prevedeva un obbligo di mantenimento qualitativo. Pertanto, non sussisteva un inganno effettivo e grave per il pubblico, né un inadempimento contrattuale tale da giustificare la decadenza del marchio.
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Uso del patronimico come marchio: designer perde contro azienda
Il Designer ha registrato il proprio cognome come marchio, nonostante avesse precedentemente ceduto i diritti di sfruttamento del marchio originario a una Casa di Moda. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il nuovo marchio per rischio di confusione e ha revocato il relativo sito web. Il Designer ha proposto ricorso in Cassazione, rivendicando il diritto all'uso del patronimico come marchio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la precedente cessione dei diritti preclude la possibilità di registrare un marchio autonomo confondibile con quello ceduto. Di conseguenza, il Designer perde definitivamente la causa, deve cessare l'uso del nome e risarcire i danni liquidati in via equitativa.
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Modellini e contraffazione di marchio: il piccolo batte il colosso
Il Produttore di modellini in miniatura ha citato in giudizio l'Azienda automobilistica per ottenere l'accertamento negativo della contraffazione, sostenendo che la riproduzione fedele in scala ridotta di auto d'epoca non violasse i diritti di marchio e d'autore. I giudici di merito hanno dato ragione al Produttore, escludendo la contraffazione di marchio e condannando l'Azienda al risarcimento dei danni. L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione contestando, tra l'altro, la giurisdizione italiana. Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile il motivo sulla giurisdizione poiché l'Azienda non ha impugnato entrambe le ragioni autonome poste alla base della decisione d'appello, rimettendo la causa alla sezione semplice per l'esame del merito.
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Marchio storico contro cognome del fondatore: concorrenza sleale
Un'azienda storica di caffè ha fatto causa al discendente del fondatore e alla sua nuova società per violazione di un accordo transattivo, contraffazione del marchio e concorrenza sleale. Le parti avevano pattuito limiti all'uso del cognome di famiglia. La nuova società ha tuttavia utilizzato la storia familiare per promuovere i propri prodotti. Il Tribunale ha accertato la concorrenza sleale e liquidato i danni all'immagine, decisione confermata in appello. La Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'azienda storica, rilevando un'omessa pronuncia della Corte d'Appello sulla domanda relativa alla pubblicità ingannevole, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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