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Art. 208 Codice della Crisi d'Impresa — Anno 2026

Altri anni per Art. 208 Codice della Crisi d'Impresa

Prova Credito Fallimento: Fatture respinte, il curatore è terzo
Un'azienda fornitrice ha tentato di recuperare un credito di oltre 500.000 euro da un cliente fallito, basando la richiesta solo sulle proprie fatture. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla prova del credito nel fallimento: le fatture, da sole, non bastano. Il curatore fallimentare non è un successore dell'azienda, ma un soggetto terzo che tutela tutti i creditori. Pertanto, le normali regole sulla validità delle scritture contabili tra imprese non si applicano. Il creditore ha perso perché non ha fornito prove più solide, come contratti o documenti di trasporto firmati.
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Domanda tardiva al passivo: 60 giorni anche per crediti nuovi
Una società affittuaria di un ramo d'azienda paga i debiti verso i dipendenti della società concedente, finita in liquidazione giudiziale. Successivamente, presenta una domanda tardiva di ammissione al passivo per recuperare le somme. La Cassazione respinge il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il termine di 60 giorni per le domande tardive, previsto dal nuovo Codice della Crisi, si applica anche ai crediti sorti durante la procedura. Il termine decorre dal momento in cui il credito sorge. La domanda, presentata oltre questo limite, è stata quindi dichiarata inammissibile.
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