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Art. 2050 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 2050 Codice Civile

Installatore condannato per Responsabilità attività pericolosa: il caso del fotovoltaico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Azienda Installatrice, confermando la sua condanna a risarcire le Compagnie Assicuratrici. Queste ultime avevano indennizzato un'Azienda Danneggiata per un incendio scaturito da un impianto fotovoltaico installato dalla ricorrente. I giudici di merito avevano attribuito il 75% della responsabilità all'Installatore, qualificando l'installazione come attività pericolosa. La Cassazione ha ritenuto corretto l'operato dei giudici precedenti, ribadendo i principi sulla Responsabilità attività pericolosa e la corretta ripartizione dell'onere della prova.
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Rovina di edificio: accordo tra le parti ferma la Cassazione
Un Condominio subisce danni a causa dei lavori di demolizione e ricostruzione eseguiti sull'immobile adiacente, di proprietà di una Società. Il Condominio richiede il risarcimento dei danni. In appello, i giudici riconoscono la responsabilità della Società proprietaria per rovina di edificio ai sensi dell'articolo 2053 del Codice Civile. La Società propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti raggiungono un accordo transattivo amichevole. La Società deposita quindi la formale rinuncia agli atti del giudizio, regolarmente accettata dal Condominio. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del procedimento senza alcuna condanna alle spese di lite.
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Classamento catastale: depuratori pubblici in categoria D/7
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che classificava gli impianti di depurazione delle acque di un'azienda pubblica nella categoria catastale E/9, riservata agli immobili di interesse pubblico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il corretto classamento catastale per questi impianti è la categoria D/7, tipica degli immobili industriali. I giudici hanno chiarito che la gestione del servizio idrico integrato ha natura economica e imprenditoriale, mirata alla copertura dei costi tramite tariffe. Di conseguenza, l'interesse pubblico dell'attività e la natura pubblica del gestore non giustificano l'inserimento nel gruppo E, tipico di beni incommerciabili. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Onere della prova del danno: pasticceria perde causa per blackout
Una pasticceria ha chiesto un risarcimento di 2.000 euro a una società elettrica per la merce (gelati e semifreddi) andata a male a causa di un blackout di oltre cinque ore. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Nonostante la società elettrica sia responsabile per i disservizi, la pasticceria non ha vinto perché non ha rispettato l'onere della prova del danno. Non ha infatti fornito prove documentali decisive, come un certificato di smaltimento dell'autorità sanitaria o fatture d'acquisto, limitandosi a testimonianze. La Corte ha stabilito che affermare di aver subito un danno non è sufficiente: bisogna dimostrarlo in modo oggettivo e rigoroso.
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