Il Presidente di un consorzio pubblico per la gestione di una discarica è stato assolto dall'accusa di reato di peculato. La Procura contestava l'uso di fondi del consorzio per pagare le oblazioni necessarie a estinguere reati ambientali commessi nell'esercizio delle sue funzioni. La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione, stabilendo che non si configura il reato di peculato se il pagamento risponde anche a un interesse dell'ente pubblico. Nel caso specifico, il pagamento tempestivo ha evitato al consorzio una responsabilità civile sussidiaria e sanzioni più elevate. Inoltre, le delibere interne prevedevano il diritto di rivalsa sull'amministratore in caso di dolo o colpa grave, escludendo così un danno definitivo per la collettività.
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