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Art. 2043 Codice Civile

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Responsabilità custode strada: Ente condannato
Un autista perdeva il controllo del proprio mezzo a causa di aquaplaning su una strada provinciale maltenuta durante un forte temporale. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità del custode della strada (l'ente pubblico) nella misura dell'80%, a causa dell'asfalto vecchio e non drenante, fonte di un'oggettiva pericolosità. Tuttavia, ha attribuito un concorso di colpa del 20% all'autista per non aver adeguato la velocità alle pessime condizioni meteorologiche, pur viaggiando entro i limiti. Di conseguenza, l'ente è stato condannato a risarcire i danni, venendo poi manlevato dalla propria compagnia assicurativa nei limiti della polizza.
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Caduta scale condominiali: no risarcimento se si inciampa
Una recente sentenza del Tribunale di Torino ha negato il risarcimento agli eredi di una donna deceduta a seguito di una caduta sulle scale condominiali. Nonostante la denunciata assenza del corrimano, il giudice ha respinto la domanda perché le prove testimoniali hanno dimostrato che la vera causa dell'incidente è stata un inciampo della vittima nel proprio carrello della spesa. La decisione sottolinea che, per ottenere un risarcimento, la pericolosità della cosa (le scale) deve essere la causa diretta del danno, e non la semplice occasione in cui esso si è verificato. In questo caso, la caduta scale condominiali non era legata alla struttura, interrompendo così il nesso di causalità richiesto dall'art. 2051 c.c.
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Divulgazione disegno comunitario: quando è nullo?
Un'azienda di design italiana ha citato in giudizio un colosso tecnologico globale, sostenendo che la sua matita digitale violasse il design registrato della loro innovativa matita in grafite. La parte convenuta ha risposto con una domanda riconvenzionale, argomentando che il design della parte attrice fosse nullo a causa di una "predivulgazione" avvenuta durante eventi e sui social media più di un anno prima del deposito della registrazione. Il Tribunale di Venezia ha accolto la tesi, dichiarando il disegno comunitario nullo per mancanza di novità. Di conseguenza, tutte le pretese di violazione, diritto d'autore e concorrenza sleale sono state respinte. Il caso evidenzia l'importanza cruciale di una registrazione tempestiva a seguito di qualsiasi divulgazione del disegno comunitario.
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Appropriazione di pregi: quando non c’è concorrenza
Una società specializzata in controtelai per serramenti ha citato in giudizio un concorrente per aver copiato il suo catalogo, i disegni tecnici e i dati sulle prestazioni, sostenendo una concorrenza sleale per appropriazione di pregi. Il tribunale ha respinto la richiesta, chiarendo che la copia di caratteristiche tecniche comuni nel settore o l'uso di stili descrittivi simili non costituisce l'appropriazione di un pregio unico e distintivo. La corte ha inoltre stabilito che una semplice dicitura di proprietà su un disegno tecnico non è sufficiente a proteggerlo come segreto commerciale se non supportata da altre misure di riservatezza. La domanda di misure cautelari è stata quindi rigettata.
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Occupazione sine titulo: condanna e risarcimento
La sentenza analizza un caso di occupazione sine titulo di un terreno privato, su cui una società aveva installato un elettrodotto senza autorizzazione. Il Tribunale di Bari ha accolto la domanda della proprietaria, ordinando l'immediata rimozione della linea elettrica a spese della società e condannandola al risarcimento del danno. La decisione chiarisce che il danno non è 'in re ipsa' (automatico), ma deve essere provato, sebbene sia sufficiente dimostrare, anche tramite presunzioni, il pregiudizio derivante dall'impossibilità di utilizzare il bene, come nel caso di un terreno destinato ad attività di B&B.
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Immissioni acustiche: chi paga per il rumore del bar?
A seguito della denuncia di alcuni residenti per le eccessive immissioni acustiche provenienti da un cocktail bar, il Tribunale di Roma ha analizzato il caso. Basandosi su una perizia tecnica (CTU), ha accertato il superamento dei limiti di tollerabilità solo in uno degli appartamenti. Di conseguenza, ha condannato il gestore del locale a eseguire opere di insonorizzazione, ma ha rigettato le richieste di risarcimento danni per mancanza di prove. Il proprietario dell'immobile è stato esonerato da ogni responsabilità.
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Franchising non esclusivo e obblighi del franchisor
Un affiliato (franchisee) ha contestato un decreto ingiuntivo per canoni non pagati, accusando il franchisor di non essere intervenuto contro la concorrenza sleale di un altro affiliato. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, stabilendo che in un contratto di franchising non esclusivo, il franchisor non ha alcun obbligo contrattuale di proteggere un affiliato dalla concorrenza degli altri, a meno che non sia esplicitamente previsto. La clausola di buona fede non può creare obblighi non pattuiti.
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