La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di esterovestizione societaria finalizzata all'omessa dichiarazione IVA. Tre amministratori di fatto erano stati condannati per aver trasferito fittiziamente la sede legale di una società in Romania, continuando però a operare stabilmente in Italia. La Suprema Corte ha dichiarato la prescrizione del reato per uno degli imputati a causa di vizi nella comunicazione degli atti processuali durante il periodo emergenziale. Per gli altri due ricorrenti, invece, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili poiché basati su questioni di fatto già ampiamente accertate nei gradi di merito, confermando la responsabilità penale per l'evasione fiscale.
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