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Art. 20 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 20 Codice di Procedura Penale

Difetto di giurisdizione: condannato per due versioni dei fatti
Un uomo, condannato per ricettazione e detenzione di merce contraffatta, presenta ricorso in Cassazione sostenendo il difetto di giurisdizione dei tribunali italiani. Egli afferma di aver ricevuto la merce all'estero. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si basa sulle versioni contraddittorie fornite dall'imputato stesso, che in momenti diversi ha dichiarato sia di aver ricevuto la merce in Senegal, sia di averla ritirata in un aeroporto italiano. Poiché la Cassazione non può accertare i fatti, l'incertezza creata dall'imputato rende impossibile valutare la sua eccezione sul difetto di giurisdizione, portando alla conferma della condanna.
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Esterovestizione e omessa dichiarazione IVA: la guida
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di esterovestizione societaria finalizzata all'omessa dichiarazione IVA. Tre amministratori di fatto erano stati condannati per aver trasferito fittiziamente la sede legale di una società in Romania, continuando però a operare stabilmente in Italia. La Suprema Corte ha dichiarato la prescrizione del reato per uno degli imputati a causa di vizi nella comunicazione degli atti processuali durante il periodo emergenziale. Per gli altri due ricorrenti, invece, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili poiché basati su questioni di fatto già ampiamente accertate nei gradi di merito, confermando la responsabilità penale per l'evasione fiscale.
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Ingresso illegale: giurisdizione e soccorsi in mare
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ingresso illegale a carico di due imputati stranieri, responsabili del trasporto di migranti. La difesa contestava la giurisdizione italiana, poiché i fatti erano avvenuti in acque internazionali. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo che la giurisdizione nazionale sussiste quando i trafficanti abbandonano i migranti su natanti inadeguati per forzare l'intervento dei soccorritori. In questo schema, i soccorritori agiscono sotto scriminante, rendendo i trafficanti autori mediati del reato di ingresso illegale consumato in territorio italiano.
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Indennità doppia giudice onorario: la Cassazione decide
Una giudice onoraria richiedeva una doppia indennità per aver tenuto più udienze in un giorno. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha chiarito che l'indennità doppia per un giudice onorario non è dovuta per ogni singolo procedimento trattato. Il diritto sorge solo in presenza di una significativa diversificazione procedurale, come un cambio nella composizione del collegio (monocratico/collegiale), nella funzione (cognitiva/esecutiva) o nella tipologia di udienza (pubblica/camerale). La Corte ha inoltre stabilito che solo il Ministero della Giustizia ha la legittimazione passiva in queste controversie.
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Videoriprese senza autorizzazione: quando sono prova?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di quattro imputati condannati per furto e ricettazione. La sentenza chiarisce che le videoriprese senza autorizzazione sono utilizzabili come prova se 'non comunicative', ovvero se riprendono solo movimenti e non conversazioni, e se effettuate in luoghi aperti al pubblico. Tali riprese costituiscono una prova atipica e non richiedono il decreto del giudice, a differenza delle intercettazioni. La Corte ribadisce anche che l'eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata tempestivamente e che l'inammissibilità del ricorso preclude l'applicazione di nuove norme sulla procedibilità a querela.
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