Un uomo, condannato per ricettazione e detenzione di merce contraffatta, presenta ricorso in Cassazione sostenendo il difetto di giurisdizione dei tribunali italiani. Egli afferma di aver ricevuto la merce all'estero. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si basa sulle versioni contraddittorie fornite dall'imputato stesso, che in momenti diversi ha dichiarato sia di aver ricevuto la merce in Senegal, sia di averla ritirata in un aeroporto italiano. Poiché la Cassazione non può accertare i fatti, l'incertezza creata dall'imputato rende impossibile valutare la sua eccezione sul difetto di giurisdizione, portando alla conferma della condanna.
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