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Art. 2 Costituzione — Sezione Terza Penale

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Altri anni per Art. 2 Costituzione

Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La sentenza chiarisce che l'ordine, avendo natura reale, si applica anche ai successivi acquirenti, indipendentemente dalla loro buona fede. Viene inoltre sancita l'illegittimità del frazionamento artificioso delle domande di condono per eludere i limiti volumetrici e si ribadisce il carattere vincolato e non discrezionale dell'ordine di demolizione, che non può essere revocato invocando un generico principio di proporzionalità.
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Ordine di demolizione: legittimo se l’abuso persiste
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Nonostante i nuovi proprietari avessero ottenuto un condono, la Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del titolo sanante. In questo caso, il condono era viziato da un frazionamento artificioso delle domande, ideato per eludere i limiti volumetrici di legge, rendendo l'ordine di demolizione pienamente efficace.
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Ordine di demolizione: legittimità e condono edilizio
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un grande complesso immobiliare abusivo. Il tribunale aveva accolto le istanze dei nuovi proprietari, basandosi su un condono edilizio e sul principio di proporzionalità. La Procura ha impugnato la decisione, sostenendo che il condono fosse stato ottenuto in modo fraudolento, attraverso un frazionamento artificioso dell'immobile per eludere i limiti volumetrici. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità sostanziale del condono e che l'ordine di demolizione ha natura reale, applicandosi anche ai successivi acquirenti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Ordine di demolizione: legittimità e condono edilizio
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria che segue il bene ed è opponibile ai terzi acquirenti. Il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del condono, che in questo caso appariva ottenuto tramite un frazionamento artificioso dell'immobile per eludere i limiti volumetrici, rendendolo invalido.
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Deposito incontrollato di rifiuti: la Cassazione decide
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per deposito incontrollato di rifiuti. Confermato che la responsabilità del legale rappresentante sussiste anche per omessa vigilanza sui dipendenti e che le prove raccolte, anche con ingresso non autorizzato, sono valide. Rigettata l'applicazione della particolare tenuità del fatto per la gravità della condotta.
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Ordine di demolizione: l’acquirente in buona fede paga
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un grande edificio abusivo, successivamente frazionato e venduto a terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura "reale", cioè segue l'immobile e non la persona, ed è quindi esecutivo anche nei confronti dell'acquirente in buona fede. Inoltre, ha ritenuto illegittimo il condono edilizio ottenuto tramite un artificioso frazionamento dell'immobile, sottolineando il dovere del giudice dell'esecuzione di verificare la legittimità sostanziale del titolo sanante.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo acquistato da terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura reale, segue il bene e si applica a chiunque ne sia proprietario, indipendentemente dal suo coinvolgimento nell'abuso. Inoltre, il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità del condono edilizio, che in questo caso è stato ritenuto ottenuto in modo fraudolento per aggirare i limiti volumetrici. Il principio di proporzionalità non può giustificare la revoca definitiva della demolizione.
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Ordine di demolizione: validità e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che un ordine di demolizione derivante da una sentenza penale non è indeterminato se non riporta i dati catastali, poiché l'identificazione avviene nel processo. Inoltre, il principio di proporzionalità non può essere invocato per bloccare la demolizione quando il condannato ha avuto decenni (in questo caso dal 1992) per trovare una soluzione abitativa alternativa, dimostrando così la propria inerzia.
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Stato detentivo: obbligo di dichiarazione per il RdC
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna per non aver dichiarato, nella domanda per il reddito di cittadinanza, la presenza di un familiare convivente in stato detentivo domiciliare per reati di mafia. La Corte ha stabilito che la nozione di 'stato detentivo' non si limita alla reclusione in carcere, ma include anche gli arresti domiciliari. La finalità della norma non è solo economica, ma anche quella di escludere dal beneficio i nuclei familiari con componenti ritenuti socialmente riprovevoli. L'errore sulla rilevanza dell'informazione non esclude il dolo.
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Discarica abusiva: quando è reato e non tenuità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per la realizzazione di una discarica abusiva su un vasto terreno. La sentenza chiarisce che l'accumulo organizzato e prolungato di ingenti quantità di rifiuti (quasi 300.000 kg su 7000 mq) configura il reato di discarica abusiva, e non un semplice deposito temporaneo, a prescindere dall'intenzione soggettiva di riutilizzare i materiali. A causa della gravità oggettiva del fatto e dei precedenti dell'imputato, è stata esclusa l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Convalida dell’arresto: limiti del giudice e spaccio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la convalida dell'arresto per detenzione di stupefacenti. Il Tribunale aveva escluso la convalida ritenendo le sostanze destinate a uso personale. La Cassazione ha ribadito che nella fase della convalida dell'arresto, il giudice deve limitarsi a una valutazione 'ex ante' della legittimità dell'operato della polizia, verificando la flagranza e l'astratta configurabilità del reato, senza entrare nel merito della destinazione della droga, valutazione riservata alle fasi successive del procedimento.
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Omesso versamento ritenute: quando il ricorso è nullo
Un imprenditore, condannato per omesso versamento delle ritenute previdenziali, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica dell'avviso di accertamento dall'INPS, atto che costituisce condizione di punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per tale notifica è sufficiente la raccomandata con compiuta giacenza. Inoltre, ha sottolineato come la recidiva specifica dell'imputato impedisse l'applicazione di benefici come la particolare tenuità del fatto, confermando la condanna.
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