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Art. 2 Codice Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 2 Codice Civile

Obblighi informativi banca: la prova è a suo carico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4282/2025, ha stabilito principi cruciali sugli obblighi informativi degli intermediari finanziari. Se la banca non comunica al cliente un cambio di strategia di investimento o perdite superiori al 30%, si presume un nesso causale con il danno subito. Spetta quindi alla banca, e non al cliente, provare di aver agito con la massima diligenza per evitare il pregiudizio. La Corte ha cassato la precedente sentenza d'appello, che aveva erroneamente addossato l'onere della prova ai risparmiatori.
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Improcedibilità ricorso: la relata di notifica è vitale
Una correntista citava in giudizio un istituto di credito per le operazioni non autorizzate compiute dal coniuge sul suo conto. La Corte d'Appello riconosceva la responsabilità della banca ma rigettava la richiesta di risarcimento per indeterminatezza. La Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso della correntista a causa del mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata, documento essenziale per verificare la tempestività dell'impugnazione e la cui assenza determina l'inammissibilità dell'appello.
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Compenso professionale avvocato: come si calcola?
Un avvocato si opponeva alla riduzione del proprio compenso da 92.000 a 24.000 euro in sede di ammissione al passivo fallimentare. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il calcolo del compenso professionale avvocato deve basarsi sul valore effettivo della controversia (il cosiddetto 'disputatum') e non sul valore della domanda iniziale, qualora quest'ultimo risulti manifestamente sproporzionato. L'iscrizione della notula nei bilanci della società è stata ritenuta irrilevante ai fini della prova del credito nel fallimento.
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Qualifica superiore: legittima anche senza mansioni
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'attribuzione di una qualifica superiore a un lavoratore, anche in assenza delle mansioni corrispondenti. Questa decisione si basa sul principio del "trattamento di miglior favore", secondo cui un datore di lavoro può derogare alle norme contrattuali a beneficio del dipendente. L'atto, compiuto dall'amministratore delegato, è stato ritenuto valido e non opponibile alla società, respingendo così il ricorso dell'azienda che contestava il pagamento delle differenze retributive.
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Debito postergato: conta per la liquidazione?
Una società ha contestato l'apertura della liquidazione controllata, sostenendo che un debito postergato verso un socio non dovesse essere conteggiato nella soglia minima di indebitamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che un debito è "scaduto" al termine del contratto, anche se la sua postergazione lo rende temporaneamente non esigibile. Pertanto, il debito postergato rientra nel calcolo per l'avvio della procedura, e il ricorso è stato respinto.
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Qualifica dirigenziale: contano le mansioni, non la forma
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il riconoscimento della qualifica dirigenziale contano le mansioni effettivamente svolte e non il riconoscimento formale da parte del datore di lavoro. In un caso riguardante un dipendente di un istituto bancario, la Corte ha confermato il suo diritto alla qualifica superiore e alle relative differenze retributive, basandosi sulla natura e complessità delle sue responsabilità. È stato inoltre chiarito che il termine di prescrizione per tali rivendicazioni non decorre in costanza di rapporto se la qualifica rivendicata non è assistita da stabilità reale.
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Liquidazione controllata: quando si avvia la procedura?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice nomina di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) non costituisce un procedimento giudiziario pendente e, pertanto, non può impedire l'apertura di una liquidazione controllata. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una debitrice, chiarendo che la procedura di esdebitazione inizia solo con il deposito della domanda al giudice competente tramite l'OCC, non con il solo conferimento dell'incarico. Inoltre, per bloccare la liquidazione non basta una generica assenza di beni, ma è necessaria la certezza assoluta che non vi siano attivi da liquidare, neanche in futuro.
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