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Art. 1988 Codice Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 1988 Codice Civile

Promessa di pagamento: guida al recupero crediti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un promotore finanziario al rimborso di somme perse in investimenti, basandosi su una promessa di pagamento assunta verso il cliente. Il ricorrente sosteneva che il credito fosse prescritto e contestava l'attendibilità dei testimoni. La Corte ha stabilito che l'impegno al rimborso ha natura contrattuale, con prescrizione decennale, e che la testimonianza di un ex difensore è valida se l'incarico è cessato.
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Promessa di pagamento e restituzione delle somme
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione di somme anticipate per l'acquisto di arredi destinati alla futura casa coniugale. Il caso riguarda una donna che aveva versato denaro al partner, il quale, dopo la rottura del fidanzamento, aveva trattenuto i mobili impegnandosi però a rimborsare quanto ricevuto. La Suprema Corte ha stabilito che la promessa di pagamento esonera il creditore dal dover provare il rapporto sottostante, gravando sul debitore l'onere di dimostrare l'eventuale inesistenza del debito.
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Azione revocatoria ordinaria: cessione del credito
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria ordinaria promossa da un istituto bancario contro la cessione di un credito risarcitorio effettuata da una debitrice a favore di una congiunta. La decisione sottolinea l'insufficienza di una semplice ricognizione di debito per giustificare la natura solutoria dell'atto e l'irrilevanza della solvibilità di altri coobbligati.
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Azione revocatoria ordinaria: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un atto di donazione immobiliare tramite azione revocatoria ordinaria. Nonostante il debito originario fosse contestato e alcuni testimoni fossero stati condannati per falsa testimonianza, la Corte ha stabilito che la tutela del credito opera anche per crediti litigiosi e che la motivazione dei giudici di merito era sufficientemente articolata.
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Donazione diretta: bonifico bancario senza atto notarile
A seguito della morte di un uomo, i suoi eredi hanno agito in giudizio contro la compagna del defunto per ottenere la restituzione di ingenti somme di denaro trasferite tramite bonifico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che un bonifico di importo non modico, effettuato per spirito di liberalità, costituisce una donazione diretta. Tale atto, per essere valido, necessita della forma dell'atto pubblico, altrimenti è nullo e le somme devono essere restituite alla massa ereditaria. La Corte ha escluso che tali trasferimenti potessero essere considerati adempimento di un'obbligazione naturale.
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Inammissibilità del ricorso: motivi generici e tardivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da una società finanziaria contro la decisione della Corte d'Appello in una causa di diritto bancario. I motivi principali risiedono nella genericità delle censure, nel mancato rispetto del canone di specificità e nell'incapacità di intercettare la reale ratio decidendi della sentenza impugnata. La pronuncia ribadisce i rigorosi requisiti procedurali per l'accesso al giudizio di legittimità, inclusa l'applicazione della regola della "doppia conforme".
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Remissione del debito per errore: è annullabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una remissione del debito per errore, comunicata da un istituto finanziario a un cliente, può essere annullata. Il caso riguardava un finanziamento per un impianto fotovoltaico. La banca aveva inviato per errore una lettera liberatoria. La Corte ha chiarito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare se l'errore fosse essenziale e riconoscibile dal cliente, non potendo ignorare tale eccezione. La sentenza del tribunale è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Riconoscimento di debito: quando è condizionato?
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del riconoscimento di debito in un accordo tra ex coniugi. Se la restituzione di una somma è legata al ricavato della vendita di un immobile, non si tratta di un'obbligazione incondizionata, ma di un impegno subordinato all'effettiva disponibilità economica. La Corte ha rigettato il ricorso di una ex moglie che chiedeva 50.000 euro, poiché la vendita della casa comune non aveva generato un'eccedenza dopo l'estinzione del mutuo.
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Riconoscimento di debito: imposta fissa o proporzionale?
Una società energetica ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale su un riconoscimento di debito. La Corte di Cassazione, aderendo a un principio espresso dalle Sezioni Unite, ha stabilito che un mero riconoscimento di debito, privo di contenuto patrimoniale autonomo e con effetti solo processuali, è soggetto a imposta di registro in misura fissa e non proporzionale, accogliendo il ricorso della società.
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Ricognizione di debito: onere della prova sull’agente
Un agente di commercio aveva sottoscritto una dichiarazione in cui si assumeva la responsabilità per ordini non andati a buon fine. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale atto non costituisce un patto di 'star del credere' vietato, ma una valida ricognizione di debito. Di conseguenza, spetta all'agente, e non all'azienda preponente, l'onere di provare l'inesistenza del debito sottostante, invertendo così il principio probatorio ordinario.
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Prescrizione mediazione: occultamento e prova
In un caso di provvigione per mediazione, la Cassazione ha chiarito la distinzione tra semplice omissione e occultamento doloso ai fini della sospensione della prescrizione. La Corte ha stabilito che la condotta fraudolenta di una parte, come l'acquirente che nega la conclusione dell'affare, sospende la prescrizione solo nei suoi confronti e non si estende automaticamente al venditore, la cui posizione è autonoma. La prova di tale condotta richiede una valutazione rigorosa e non può basarsi su dichiarazioni con valenza confessoria rese da una parte circa il comportamento di un'altra.
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Prova del credito: onere e limiti della CTU
Un professionista ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un ingente credito per prestazioni svolte. Il Tribunale ha ammesso solo una minima parte, rigettando il resto per carenza di prove. La Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso. Il punto centrale è la necessità di una solida prova del credito, sottolineando che non basta dimostrare l'esistenza di un incarico, ma è fondamentale provare l'effettivo svolgimento delle prestazioni. La Corte ha inoltre stabilito che una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) non può essere ammessa se ha carattere meramente esplorativo, ovvero se serve a sopperire alla totale mancanza di prove da parte dell'attore.
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Mutuo solutorio: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 185/2026, ha cassato la sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato nullo un contratto di mutuo solutorio. Quest'ultimo era stato stipulato per ripianare un'esposizione debitoria pregressa del cliente verso lo stesso istituto di credito. In linea con un recente pronunciamento delle Sezioni Unite, la Suprema Corte ha stabilito che il contratto è valido e si perfeziona nel momento in cui la somma viene messa a disposizione giuridica del mutuatario, ad esempio tramite accredito su conto corrente, anche se poi viene immediatamente utilizzata per estinguere il debito precedente.
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Legittimazione processuale: autorizzazione ratificabile
Un professionista ha agito contro un Comune per il pagamento di compensi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi fondamentali sulla legittimazione processuale degli enti pubblici. In particolare, ha chiarito che la mancanza di un'autorizzazione iniziale a stare in giudizio è un vizio sanabile tramite ratifica successiva, poiché attiene all'efficacia e non alla validità dell'atto. La Corte ha inoltre precisato che, in caso di inadempimento di una transazione, il creditore deve comunque fornire la prova del 'quantum' del credito originario.
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