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Art. 196 Codice Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 196 Codice Penale

Ingiuria a un subordinato: condannato il superiore gerarchico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a tre mesi di reclusione militare nei confronti di un superiore gerarchico per il reato di ingiuria a un subordinato. Il fatto è avvenuto durante un diverbio in cui il superiore ha definito il sottoposto "parassita". I giudici hanno ritenuto pienamente attendibile la testimonianza di una collega che ha assistito all'inizio della discussione. La Suprema Corte ha escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto, poiché l'episodio ha coinvolto più persone e ha danneggiato l'immagine della disciplina militare. È stata inoltre negata l'attenuante della provocazione, in quanto il superiore ha iniziato la discussione prima di ricevere risposte offensive. Il ricorso del militare è stato rigettato con condanna alle spese.
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Violenza privata e nonnismo: la Cassazione condanna i militari
Tre militari sono stati condannati per violenza privata e lesioni personali ai danni di un collega. Gli imputati avevano sottratto il televisore della vittima, impedendole di uscire dalla stanza e colpendola fisicamente all'interno di una caserma. La difesa ha contestato la giurisdizione del giudice ordinario a favore di quello militare e un errore di un giorno nella data del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che gli atti di violenza privata e nonnismo non hanno legami con la disciplina militare o il servizio, trattandosi di mera sopraffazione personale. Di conseguenza, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, poiché il reato comune di violenza privata è più grave di quello militare.
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