LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1939 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 1939 Codice Civile

Prescrizione del credito: la firma è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2335/2024, ha rigettato il ricorso di una società creditrice, confermando l'estinzione del suo diritto per intervenuta prescrizione del credito. Il caso verteva sull'efficacia di lettere di messa in mora non sottoscritte dal mittente. La Corte ha stabilito che la firma è un elemento essenziale dell'atto, la cui assenza impedisce di attribuire la paternità della dichiarazione e, di conseguenza, di produrre l'effetto interruttivo della prescrizione. Di conseguenza, il credito è risultato irrimediabilmente prescritto.
Continua »
Fideiussione: Obiezioni e prescrizione del garante
Due garanti si opponevano al pagamento di un debito bancario, eccependo la prescrizione di alcune rimesse e la mancata prova del credito da parte della banca. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che nella fideiussione il garante può sollevare le stesse eccezioni del debitore principale, inclusi gli stessi termini di prescrizione. Ha inoltre ribadito che la prova del credito bancario può essere fornita anche con documenti diversi dagli estratti conto, la cui idoneità è valutata dal giudice di merito.
Continua »
Inammissibilità appello: quando il ricorso è generico
La Cassazione dichiara l'inammissibilità di un appello contro una banca, proposto da una società e i suoi garanti. Il ricorso è stato ritenuto generico, privo di prove adeguate e con una richiesta di CTU contabile meramente esplorativa. La Corte ha confermato le decisioni di merito che avevano respinto le domande di restituzione di presunti indebiti e di nullità delle fideiussioni.
Continua »
Saldo zero: la Cassazione sui conti correnti incompleti
Una società e il suo garante hanno contestato una banca per addebiti illegittimi su un conto corrente. La Corte di Cassazione, applicando il principio del saldo zero, ha stabilito che in presenza di domande contrapposte e di documentazione incompleta da parte della banca, il calcolo del rapporto dare/avere deve partire da zero, annullando il debito iniziale non provato. Ha inoltre chiarito che, ai fini della prescrizione, i versamenti solutori vanno individuati solo dopo aver rettificato il saldo da tutte le competenze illegittime. La sentenza è stata annullata con rinvio.
Continua »
Fideiussore consumatore: il collegamento funzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il garante di un debito societario non può essere qualificato come fideiussore consumatore se esiste un forte 'collegamento funzionale' con la società. Nel caso specifico, il garante era socio di maggioranza (95%) e amministratore unico, agendo quindi per scopi professionali e non privati. La Corte ha rigettato il ricorso, negando l'applicazione delle tutele del consumatore, come il foro di competenza esclusivo. Sono state respinte anche le eccezioni relative a nullità antitrust e usura per mancanza di prove specifiche.
Continua »
Fideiussione retta RSA: quando è valida? La Cassazione
Una fondazione ha richiesto il pagamento delle spese di una casa di riposo al figlio della residente, che aveva firmato come garante. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulla la fideiussione retta RSA, considerandola parte di un servizio pubblico non negoziabile. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la quota alberghiera della retta riguarda una prestazione di natura privata. Di conseguenza, il contratto di garanzia per tale quota è pienamente valido. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione del contratto e del diritto di recesso del garante.
Continua »
Ammortamento alla francese: no all’anatocismo
Una garante ha impugnato un contratto di mutuo ipotecario, sostenendo fosse nullo per frode alla legge, indeterminatezza e perché l'ammortamento alla francese nascondeva un'applicazione di interessi su interessi (anatocismo). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che garantire un credito non è di per sé illecito e che il piano di ammortamento alla francese è una legittima modalità di calcolo che non produce anatocismo, in quanto gli interessi vengono calcolati unicamente sul capitale residuo.
Continua »