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Art. 19 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 19 Codice di Procedura Penale

Termine a difesa negato: la Cassazione respinge il ricorso
L'Imputato, condannato per truffa ai danni di una Vittima, propone ricorso per cassazione contestando il rigetto della richiesta di rinvio dell'udienza in appello. La difesa aveva richiesto un termine a difesa a seguito della nomina di un nuovo difensore e la riunione con altri procedimenti pendenti. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Riguardo al termine a difesa, la mancata concessione configura una nullità a regime intermedio che deve essere eccepita immediatamente, pena la decadenza, e non può essere dedotta per la prima volta in Cassazione. Riguardo alla riunione dei processi, il provvedimento di rigetto non è impugnabile poiché la legge non prevede alcuna sanzione di nullità per l'inosservanza delle relative norme. L'Imputato viene condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Bancarotta fraudolenta per distrazione: la nuova ditta non salva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due soggetti accusati di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale. Il Primo Imputato, ex amministratore di una società fallita, ha sottratto i libri contabili e distratto i beni aziendali. Il Secondo Imputato, ex dipendente consapevole del dissesto, ha collaborato al piano assumendo la carica di amministratore di una nuova società speculare, creata appositamente per proseguire l'attività con gli stessi beni e dipendenti. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei due imputati. I giudici hanno chiarito che la riunione dei processi non richiede una comunicazione preventiva alle difese, ma solo la loro audizione in udienza. Inoltre, il trasferimento di beni, dipendenti e sede a una nuova impresa configura pienamente il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione. I ricorrenti dovranno pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Reingresso illegale: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione per un cittadino straniero accusato di reingresso illegale nel territorio italiano. L'uomo, già destinatario di un decreto di respingimento con divieto di rientro per tre anni, è stato intercettato a bordo di un peschereccio tunisino entro le acque territoriali. La difesa ha contestato la mancata riunione del processo con un altro procedimento connesso e l'assenza di dolo, sostenendo che l'imputato ignorasse la rotta verso l'Italia. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la riunione dei processi è discrezionale e che la presenza in mare territoriale senza attrezzatura da pesca prova la volontà di violare il divieto.
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