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Art. 1843 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1843 Codice Civile

Revocatoria fallimentare: fido sbf non salva la banca
La Curatela di un fallimento ha avviato un'azione di revocatoria fallimentare contro una Banca per recuperare i versamenti effettuati sul conto corrente della società prima del fallimento. La Corte d'Appello aveva ridotto l'importo da restituire, ritenendo che il fido per smobilizzo crediti (salvo buon fine) garantisse una copertura al conto, rendendo i versamenti non revocabili. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fallimento. I giudici hanno stabilito che il castelletto di sconto non equivale a un'apertura di credito e non offre immediata disponibilità di denaro. Pertanto, i versamenti eseguiti in presenza di uno sconfinamento mantengono natura solutoria e sono soggetti a revocatoria fallimentare. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Ripetizione Indebito Bancario: Credito Accertato ma Rimborso Negato
Una correntista ottiene dal tribunale il riconoscimento di un credito di oltre 47.000 euro verso la sua banca per interessi e commissioni illegittime. Tuttavia, la richiesta di restituzione viene negata perché i semplici addebiti sul conto non sono stati considerati 'pagamenti'. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo un principio fondamentale sulla ripetizione indebito bancario. Stabilisce che, dopo la chiusura del conto, anche i versamenti che in precedenza avevano solo 'ripristinato' il fido diventano pagamenti effettivi. Pertanto, il cliente ha diritto a chiedere la restituzione di tutte le somme illegittimamente incassate dalla banca durante il rapporto.
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Fido di Fatto: Tolleranza della Banca non Basta, Cliente Perde
Un'azienda ha citato in giudizio una banca sostenendo l'esistenza di un fido di fatto, basato sulla tolleranza agli sconfinamenti per diversi anni. L'obiettivo era classificare i versamenti come 'ripristinatori' e non 'solutori', per evitare la prescrizione della richiesta di restituzione di somme. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la semplice tolleranza della banca non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di un fido di fatto. In assenza di un accordo, anche informale, che definisca un limite di credito, i versamenti su conto scoperto sono considerati pagamenti e si prescrivono singolarmente. L'azienda ha quindi perso la causa.
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Revocatoria ordinaria: quando sorge il credito bancario
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti per l'esercizio della revocatoria ordinaria in ambito bancario. Il caso riguardava la cessione di usufrutto e nuda proprietà di un immobile da parte di una coppia alle proprie figlie, atto contestato da un istituto di credito. La Corte d'Appello aveva negato la revoca ritenendo che il credito non fosse ancora esigibile al momento dell'atto dispositivo. Gli Ermellini hanno invece stabilito che, ai fini dell'azione pauliana, rileva la nozione lata di credito. Per un'apertura di credito in conto corrente, il credito sorge al momento della messa a disposizione delle somme (accreditamento) e non alla chiusura del conto. Pertanto, la tutela della revocatoria ordinaria scatta anche per crediti eventuali, futuri o contestati, purché la ragione del credito sia anteriore all'atto che si intende revocare.
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