L'Erede del Professionista ha richiesto al Comune il pagamento delle prestazioni professionali svolte dal defunto marito. In mancanza di un contratto scritto, la domanda è stata riqualificata come indebito arricchimento. Il Comune ha contestato la tempestività della domanda, mentre l'Erede ha richiesto la rivalutazione monetaria e gli interessi dal momento del depauperamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando che la domanda di indebito arricchimento è tempestiva anche se presentata nelle memorie di precisazione. Ha invece accolto il ricorso dell'Erede: l'indennizzo per indebito arricchimento è un credito di valore, soggetto a rivalutazione e interessi legali a partire dal momento della perdita patrimoniale, oltre all'applicazione del tasso maggiorato per i ritardi nei pagamenti dalla domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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