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Art. 1820 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1820 Codice Civile

Rinuncia risoluzione contratto: la Cassazione decide
I garanti di una società si opponevano a un'ingiunzione di pagamento, sostenendo che la banca, dopo aver terminato un contratto di mutuo, avesse implicitamente rinunciato alla risoluzione chiedendo il pagamento di una singola rata scaduta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione d'appello. Secondo la Corte, la richiesta della banca era un atto ambiguo e non costituiva una chiara rinuncia risoluzione contratto, potendo essere interpretato come una semplice mossa per ottenere un pagamento parziale. Inoltre, è stata respinta l'eccezione processuale del garante relativa al fallimento della società per difetto di legittimazione.
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Saldo zero: la Cassazione sui conti correnti incompleti
Una società e il suo garante hanno contestato una banca per addebiti illegittimi su un conto corrente. La Corte di Cassazione, applicando il principio del saldo zero, ha stabilito che in presenza di domande contrapposte e di documentazione incompleta da parte della banca, il calcolo del rapporto dare/avere deve partire da zero, annullando il debito iniziale non provato. Ha inoltre chiarito che, ai fini della prescrizione, i versamenti solutori vanno individuati solo dopo aver rettificato il saldo da tutte le competenze illegittime. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Interessi moratori usurari: la Cassazione conferma
Una società immobiliare ha contestato un contratto di mutuo, sostenendo la presenza di interessi moratori usurari e l'illegittimità del piano di ammortamento "alla francese". La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo i principi consolidati delle Sezioni Unite. Ha confermato che il calcolo della soglia di usura per gli interessi di mora deve seguire criteri specifici e che il piano di ammortamento "alla francese" è legittimo e non viola le norme sulla trasparenza o sull'anatocismo.
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Responsabilità bancaria: nesso causale e prova
Una cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per risarcimento danni, sostenendo che la revoca di un affidamento sul conto corrente della sua società le avesse causato una depressione, portando al pignoramento della sua abitazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il motivo principale è la mancata prova del nesso causale tra la condotta della banca sul conto societario e i pregiudizi personali della socia. Questa ordinanza sottolinea l'importanza cruciale della prova nella responsabilità bancaria e la netta separazione tra il patrimonio di una società e quello personale dei suoi soci.
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