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Art. 1742 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 1742 Codice Civile

Esclusione IVA rimborsi spese: fisco sconfitto in Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società di Servizi il trattamento fiscale dei rimborsi per premi assicurativi anticipati per conto dei propri clienti. L'ufficio riteneva che tali somme fossero esenti da imposta, riducendo così la detrazione IVA della società. La Corte di Cassazione ha invece confermato l'esclusione IVA rimborsi spese per le somme anticipate in forza di un mandato con rappresentanza. I giudici hanno chiarito che l'anticipazione dei premi, effettuata in nome e per conto dei clienti, costituisce una mera partita di giro e non un servizio assicurativo o di intermediazione. Di conseguenza, tali rimborsi non fanno parte della base imponibile e non scontano l'imposta, garantendo la piena legittimità del comportamento della società.
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Notifica dell’appello tributario: nullo l’atto al vecchio studio
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro un contribuente per omesso versamento di imposte, ritenendo che svolgesse l'attività di agente di commercio. Dopo la vittoria del contribuente in primo grado, l'Ufficio ha proposto appello, ma la busta contenente l'atto è stata restituita per irreperibilità del difensore domiciliatario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la notifica dell'appello tributario è nulla se eseguita presso il vecchio studio del difensore senza che il notificante abbia svolto le dovute ricerche per individuare il nuovo indirizzo reale del professionista. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale.
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Qualificazione corrispettivi: royalties o provvigioni?
La Corte di Cassazione interviene sulla corretta qualificazione dei corrispettivi versati da un'azienda manifatturiera italiana a una società britannica titolare di un noto marchio. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato i pagamenti da provvigioni a royalties, applicando le relative ritenute. La Suprema Corte ha confermato la natura di royalties, basandosi sulla sostanza del contratto che concedeva l'uso del marchio per produrre e vendere beni. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia sulla richiesta di disapplicazione delle sanzioni, rinviando la causa al giudice di merito per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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