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Art. 1705 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1705 Codice Civile

Locazione da comproprietario: l’inquilino deve pagare
Un comproprietario al 50% affitta un immobile commerciale senza il consenso formale iniziale degli altri contitolari. L'azienda inquilina utilizza l'immobile ma rifiuta di pagare i canoni successivi agli altri contitolari, sostenendo l'inefficacia del contratto. I comproprietari esclusi avviano un'azione giudiziaria per ottenere la quota dei canoni maturati. La Corte di Cassazione conferma la validità dell'azione, stabilendo che la locazione da comproprietario rientra nella gestione di affari altrui. La richiesta giudiziale di pagamento costituisce una valida ratifica del contratto. Di conseguenza, l'inquilino deve versare le somme richieste direttamente ai comproprietari proporzionalmente alle loro quote.
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Erede Escluso vs. Canoni: La Gestione Beni Ereditari Sotto la Lente
Un erede ha ottenuto un decreto ingiuntivo per ricevere la sua quota dei canoni di locazione di un immobile in comunione ereditaria. L'immobile, parte dell'eredità di un defunto, era stato affittato da altri coeredi senza il suo consenso o partecipazione ai frutti. I coeredi hanno contestato la sua qualità di erede e la divisibilità dei frutti, ma i giudici hanno confermato la sua legittimazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei coeredi, ribadendo che la Gestione beni ereditari da parte di un coerede può essere ratificata dagli altri, dando diritto alla quota dei canoni.
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Contestazione bollette energia: l’errore che fa perdere la causa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società cliente contro l'ingiunzione di pagamento per bollette elettriche non pagate emessa a favore della società fornitrice. La cliente lamentava consumi eccessivi, ma i giudici hanno chiarito che, nei contratti di somministrazione, le misurazioni del distributore locale sono vincolanti. Per effettuare una valida contestazione bollette energia basata sull'erroneità dei consumi rilevati, la cliente avrebbe dovuto chiamare in causa direttamente il distributore di rete, responsabile delle misurazioni. Non avendolo fatto, la contestazione mossa solo verso il fornitore (mandatario senza rappresentanza) è priva di valore. Di conseguenza, la cliente perde il ricorso ed è condannata al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Scissione societaria e IVA: esente il rimborso spese
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che esentava dall'imposta una società beneficiaria di una scissione parziale. La controversia riguardava il rimborso delle somme anticipate dalla società madre per pagare i fornitori di contratti trasferiti alla nuova entità. Il fisco riteneva che tale operazione fosse un mandato senza rappresentanza, soggetto a imposta. La Corte di Cassazione ha invece rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che la scissione societaria comporta un trasferimento automatico dei rapporti. Di conseguenza, il rimborso delle somme anticipate costituisce una mera restituzione di spese documentate, esente da imposta. Questo importante principio in tema di scissione societaria e IVA conferma che l'operazione non genera nuova base imponibile, poiché si tratta di un accollo di debiti previsto dalla legge e non di una prestazione di servizi imponibile.
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Patto fiduciario immobiliare: la fiducia non basta senza prove
Un ex calciatore professionista ha citato in giudizio l'ex moglie per accertare che diversi immobili e quote societarie a lei intestati fossero in realtà di sua proprietà, acquistati con i propri guadagni tramite un patto fiduciario immobiliare. In subordine, chiedeva la restituzione delle somme per indebito arricchimento. La Corte d'Appello ha accolto la domanda solo parzialmente, condannando la donna a restituire circa 67.000 euro. L'uomo ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la complessità delle questioni sollevate, in particolare sulla prova del patto fiduciario immobiliare e sulla forma dello stesso, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una trattazione più approfondita, non decidendo immediatamente la controversia.
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