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Art. 170 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 170 Codice di Procedura Civile

Oggetto del contratto preliminare: i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un promissario acquirente che chiedeva il trasferimento coattivo di un immobile. Il caso, iniziato nel 1987, verteva su un contratto preliminare il cui oggetto era ritenuto indeterminato, poiché mancavano dati catastali e confini precisi. La Suprema Corte ha confermato che, per ottenere una sentenza che tenga luogo del contratto non concluso (ex art. 2932 c.c.), l'oggetto del contratto preliminare deve essere chiaramente identificabile dal testo dell'accordo, senza poter ricorrere a documenti esterni non firmati dalle parti, come una planimetria, o al comportamento successivo dei contraenti.
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Cessione del Credito PA: l’assenso formale è decisivo
Una società di factoring agiva per il recupero di un credito ceduto da una casa di cura verso un'Azienda Sanitaria. Il contratto originario subordinava la cessione a un "assenso formale" dell'Azienda Sanitaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che, avendo le parti richiamato contrattualmente la più stringente disciplina della contabilità di Stato, tale assenso doveva avere forma scritta per la validità (ad substantiam), non potendo essere sostituito da comportamenti concludenti come i pagamenti. Questa decisione chiarisce un punto fondamentale sulla cessione del credito PA quando vi sono specifiche clausole contrattuali.
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Inammissibilità appello: quando i motivi sono infondati
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità appello emessa dalla Corte d'Appello. Il caso nasceva da un'opposizione all'esecuzione per il rilascio della casa coniugale. L'appellante aveva basato il suo ricorso su motivi estranei alla 'ratio decidendi' della sentenza di primo grado, rendendo il gravame inammissibile. La Cassazione ha rigettato tutti i motivi del ricorrente, giudicandoli inammissibili e manifestamente infondati, e lo ha condannato al pagamento delle spese legali.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28135/2023, ha affrontato un caso di accertamenti bancari a carico di un professionista. Ha stabilito che, per superare la presunzione legale che i versamenti su conto corrente costituiscano reddito imponibile, il contribuente deve fornire una prova analitica e specifica per ogni singola movimentazione. Non sono sufficienti giustificazioni generiche, perizie di parte non dettagliate o dichiarazioni sostitutive. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza d'appello che aveva annullato parte della ripresa a tassazione basandosi su prove ritenute non adeguate.
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Consenso del minore: quando è necessario per la paternità
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle azioni per la dichiarazione giudiziale di paternità, il consenso del minore che ha compiuto 14 anni è una condizione imprescindibile per la prosecuzione del giudizio. In un caso in cui una minore ha raggiunto tale età prima del ricorso in Cassazione, i giudici hanno annullato la decisione d'appello, rimandando il caso al giudice del merito affinché acquisisca il necessario consenso del minore, ritenendolo un requisito di procedibilità che deve essere verificato d'ufficio.
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Benefici amianto: la prova dell’esposizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di lavoratori di una società di trasporto pubblico che chiedevano i benefici amianto. La Corte ha confermato la decisione di secondo grado, stabilendo che per ottenere i benefici non è sufficiente provare la presenza di amianto sul luogo di lavoro per oltre dieci anni, ma è necessario dimostrare una 'esposizione qualificata', ovvero un'esposizione personale e continuativa superiore ai limiti di legge. L'onere della prova grava interamente sul lavoratore.
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