La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di una donna che ha guidato una protesta politica senza il necessario preavviso manifestazione. La condotta, caratterizzata dall'uso di un megafono e dalla guida del corteo, integra la qualifica di promotore ai sensi del TULPS. Nonostante il diritto di riunione sia garantito dalla Costituzione, l'omissione della comunicazione preventiva al Questore costituisce reato. La Corte ha tuttavia annullato il diniego del beneficio della non menzione, poiché basato su criteri di stigma pubblico non previsti dalla legge.
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