Il Tribunale di Napoli ha respinto la richiesta di revoca o sospensione di un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Due soggetti, sostenendo di essere comproprietari o vicini danneggiati dall'abbattimento, hanno proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che l'ordine di demolizione deve essere eseguito anche se rischia di danneggiare parti legittime, gravando sul condannato l'onere del ripristino. Inoltre, il diritto all'abitazione non blocca l'abbattimento se l'allegazione è generica e il tempo trascorso dalla condanna ha comunque permesso di cercare alternative. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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