Una società di persone ha presentato ricorso per ottenere l'equa riparazione a causa della durata eccessiva di un procedimento fallimentare, protrattosi per oltre 13 anni. La Corte d'Appello aveva inizialmente negato l'indennizzo, sostenendo che, in assenza di un riparto effettivo delle somme, il valore della causa fosse nullo. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, chiarendo che il valore della causa ai fini dell'indennizzo deve essere parametrato al credito ammesso allo stato passivo e non all'effettivo incasso derivante dal riparto.
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