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Art. 1666 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 1666 Codice Civile

Operazioni oggettivamente inesistenti: vince il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione maggiori ricavi non dichiarati e costi fittizi a carico di una società appaltatrice. Il Fisco ha contestato l'omessa contabilizzazione di compensi maturati per lavori eseguiti a fine esercizio e l'utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti emesse da un'impresa fornitrice. La società sosteneva la regolarità formale dei contratti e l'assoluzione penale del proprio rappresentante. I giudici tributari hanno confermato la ripresa fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, stabilendo che la contabilità formale non basta a superare indizi gravi e concordanti di frode, come l'assenza di mezzi operativi del fornitore e la detenzione di assegni girati in bianco. L'impresa perde la lite e deve pagare le spese processuali.
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Rottamazione cartelle: estinzione del giudizio fiscale
Una società, coinvolta in un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata, la cosiddetta "Rottamazione cartelle". Avendo presentato rinuncia al giudizio pendente in Cassazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che tale esito, pur non facendo passare in giudicato la sentenza impugnata, sostituisce la controversia con la nuova disciplina derivante dall'adesione alla sanatoria.
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Ricavi opere pluriennali: quando diventano imponibili
La Corte di Cassazione ha stabilito che i pagamenti ricevuti da un'impresa per opere pluriennali, basati su stati di avanzamento lavori (S.A.L.), costituiscono ricavi imponibili nell'anno di maturazione e non semplici acconti. Il caso riguardava un imprenditore edile a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la mancata contabilizzazione come ricavi di somme fatturate 'in acconto'. La Corte ha confermato la pretesa fiscale, chiarendo che l'approvazione del S.A.L. rende il corrispettivo certo e liquido, qualificandolo come ricavo ai sensi dell'art. 109 del TUIR. L'onere di provare che si trattasse di un mero anticipo gravava sul contribuente, che non ha fornito tale prova.
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