La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di appalto per il trasporto di terra. Il Committente aveva contestato le fatture dell'Appaltatore, sostenendo che la quantità di terra trasportata era stata sovrastimata. Il contratto prevedeva il pagamento a tonnellata, ma i documenti di trasporto indicavano il volume in metri cubi. La Corte ha stabilito che i documenti di trasporto non costituivano una prova sufficiente della quantità della prestazione nell'appalto, poiché non era possibile convertire il volume in peso in modo oggettivo e i documenti stessi erano precompilati e incerti. Ha inoltre ribadito che il giudice non può determinare il corrispettivo d'ufficio se la quantità della prestazione è contestata. L'Appaltatore ha perso il ricorso e dovrà restituire la somma contestata.
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