LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1656 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 1656 Codice Civile

Fatture inesistenti: Cassazione chiarisce la frode
Una società di servizi ha impugnato avvisi di accertamento basati su una presunta frode fiscale realizzata tramite fatture inesistenti, sia soggettivamente che oggettivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza chiarisce che non vi è contraddizione nel contestare operazioni inesistenti e, al contempo, parlare di 'sovrafatturazione', quando quest'ultimo termine è usato per descrivere il meccanismo di 'gonfiaggio' dei costi deducibili attraverso l'uso di documentazione fittizia, e non l'aumento di prezzo di una prestazione reale.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: prova e IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33912/2024, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha stabilito che la Commissione Tributaria Regionale aveva errato nel non applicare correttamente i principi sull'onere della prova. Per negare la detrazione IVA, l'Amministrazione Finanziaria deve fornire indizi gravi, precisi e concordanti che il contribuente fosse a conoscenza della frode. Una volta forniti tali indizi (come la mancanza di struttura operativa del fornitore), spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questi principi.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e frodi IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33911/2024, ha cassato con rinvio una sentenza di merito in tema di operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito che, una volta che l'Amministrazione Finanziaria fornisce un quadro indiziario grave, preciso e concordante sulla frode IVA e sulla potenziale consapevolezza del contribuente, l'onere della prova si sposta su quest'ultimo. Il contribuente deve quindi dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto. La sentenza impugnata è stata annullata per non aver correttamente applicato questo principio e per non aver valutato gli elementi probatori offerti dal Fisco.
Continua »