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Art. 164 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 164 Codice Penale

Estorsione aggravata: la credibilità della vittima
La Corte di Cassazione conferma la condanna per estorsione aggravata a carico di due individui che, con il pretesto di una riparazione del cellulare, hanno minacciato e costretto la vittima a versare loro del denaro. La sentenza sottolinea l'importanza della credibilità della persona offesa, anche se psicologicamente fragile, e chiarisce la distinzione tra il reato di estorsione e quello di truffa, basata sulla coartazione della volontà della vittima.
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Messa alla prova: l’adeguatezza del risarcimento
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di messa alla prova per un'imputata di appropriazione indebita. La Corte ha ritenuto l'offerta risarcitoria di 1.000 euro manifestamente sproporzionata rispetto al danno di oltre 44.000 euro. Il principio chiave è che il giudice, prima di concedere la messa alla prova, deve verificare l'adeguatezza del programma e accertare che l'offerta risarcitoria rappresenti il massimo sforzo possibile per l'imputato, indagando sulle sue reali condizioni economiche.
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Ordine di demolizione e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due coniugi condannati per abusi edilizi. La sentenza ha stabilito un principio fondamentale: se il reato di costruzione abusiva si estingue per prescrizione, anche l'ordine di demolizione emesso dal giudice penale deve essere revocato. La Corte ha inoltre annullato la condanna al pagamento delle spese legali alla parte civile, poiché questa non aveva partecipato all'udienza d'appello. Resta confermata, invece, la condanna per altre opere abusive non prescritte.
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Danno da contraffazione: liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per ricettazione e vendita di borse contraffatte. La sentenza conferma la legittimità della liquidazione equitativa del danno da contraffazione basata su parametri logici, come il valore unitario per prodotto, e ribadisce che le attenuanti generiche possono essere ridotte in presenza di un intenso dolo di profitto. La Corte ha inoltre sottolineato che la richiesta di riduzione della pena pecuniaria per difficoltà economiche deve essere supportata da prove concrete, assenti in questo caso.
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Concorso in ricettazione: la prova della colpevolezza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di concorso in ricettazione e detenzione di merce contraffatta. Ha annullato con rinvio la condanna di un imputato per omessa motivazione sulla sospensione condizionale della pena, confermandone però la responsabilità. Ha invece annullato senza rinvio la condanna del coimputato, proprietario dell'immobile dove era la merce, assolvendolo per non aver commesso il fatto. La Corte ha ritenuto insufficiente la prova del suo concorso in ricettazione, basata sulla mera consapevolezza e sulla mancata reazione alla presenza della merce.
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